Monete rare, questo esemplare di vecchie lire ti donerà una fortuna FOTO

Quali sono alcuni dei pezzi tra le monete rare annoverabili tra le lire per le quali esperti e collezionisti sono disposti a pagare di più.

Alcune monete vecchie di diverse nazioni
Alcune monete vecchie di diverse nazioni (Pixabay)

Monete rare, quali sono quelle più ricercate? Non c’è una risposta specifica, in quanto ogni epoca ha oppure ha avuto i propri pezzi pregiati. Ed è questo il caso delle vecchie lire, rimaste in corso legale per quello che è un retaggio ultrasecolare.

Considerando il periodo che va dal periodo monarchico da quasi tutto l’Ottocento fino a tutto il Novecento ed ai primissimi anni Duemila, quando l’euro ha soppiantato la stessa lira. Uno dei pezzi più amati dagli esperti di numismatica e più ricercati dai collezionisti è alquanto particolare.

E chissà, magari può darsi che lo abbiate in casa e questo rappresenterebbe un gran bel colpo di fortuna. Per cui andate a controllare subito dopo avere letto questo articolo, sperando che la buona sorte sia dalla vostra.

Monete rare, questo conio vi renderà ricchi

Le cinque lire Delfino
Le cinque lire Delfino (Pixabay)

Tra le monete rare più ricercate in Italia c’è la 5 lire Delfino, così chiamata proprio perché su uno dei suoi volti ha raffigurato quello che è uno dei più amati e conosciuti animali marini. Sono diverse le serie della 5 lire Delfino, che è rimasta in fase di conio per tutta la seconda metà del Ventesimo secolo.

Pur essendo le 5 e le 10 lire cadute in disuso, ufficialmente non sono mai uscite fuori corso. Però le esigenze economiche che cambiano nel corso del tempo finiscono con il fare si che alcuni tagli di banconote o di monete vadano in ombra.

Le monete rare rappresentate dalle 5 e 10 lire sono di dimensioni contenute ed anche il loro peso è esiguo. Parliamo di appena 5 grammi. Questo esemplare è riconoscibile perché presenta il delfino da una parte, a margine del valore nominale di 5 lire, ed un timone con la scritta REPVBBLICA ITALIANA ed il cognome Romagnoli, che appartiene all’incisore.

In particolare la versione del 1956 è quella che venne stampata in soli 400mila pezzi e che ha una tiratura limitata. Questo e le eventuali eccellenti condizioni di Fior di Conio conferiscono ad ogni pezzo il valore di ben 3500 euro l’uno. Poi ci sono altri esemplari che valgono da qualche centinaio di euro a qualche decina ad unità.