Monete rare italiane, se trovate questa sarà come avere un anno di stipendio

Tra le monete rare italiane alle quali dare la caccia c’è un esemplare che ha un valore enorme per ogni suo singolo pezzo. Come riconoscerlo.

Alcune monete vecchie di più di un secolo
Alcune monete vecchie di più di un secolo (Pixabay)

Monete rare italiane, se si va a spulciare nel lungo elenco delle lire coniate nel corso dei decenni passati, a partire già da prima dell’unità d’Italia per arrivare poi lungo tutto il corso del Novecento, di pezzi molto interessanti se ne trovano eccome.

È infatti facile trovare delle monete rare italiane coniate in occasione di determinati eventi o che rare lo sono diventate per una semplice casualità. Infatti questa particolare proprietà deriva non poche volte da degli imprevisti.

Sono gli errori in fase di fabbricazione alla Zecca di Stato a conferire unicità solitamente a pochi pezzi. Perché poi ci si accorge dell’inconveniente e chi di dovere interviene per correggere gli sbagli e per apportare le dovute modifiche.

Monete rare italiane, c’è un pezzo molto ambito dai collezionisti

Ma fino a quel momento pochi esemplari sono stati comunque realizzati e sono presenti in tiratura limitata.

Quest’ultimo è uno degli aspetti che concorrono a rendere le monete italiane rare, e la cosa ovviamente vale anche per gli esemplari di provenienza estera. Occhio però non solo agli euro che circolano attualmente od alle lire con le quali siamo cresciuti.

Se siete degli esperti nell’ambito della numismatica e sapere come e dove muovervi per recuperare esemplari anche più vecchi, allora saprete del marengo e del suo elevato valore. Si tratta di una moneta che risale al 1873, quando l’Italia come la conosciamo oggi era appena sorta, sotto alla corona dei Savoia.

Le caratteristiche della 20 lire Marengo

La 20 lire Marengo
La 20 lire Marengo (Pixabay)

Il Marengo è una moneta da 20 lire che è stata realizzata già a partire dagli anni Quaranta del XIX secolo, costituito in oro 900/1000 con il peso da 6,4 grammi e con un diametro di 21 mm. Quello del 1873 non è dissimile dal primo esemplare realizzato proprio all’indomani dell’unità d’Italia.

Sul fronte c’è la rappresentazione di profilo del re Vittorio Emanuele II, con la firma di Ferraris, l’autore, e l’anno di riferimento. In foto abbiamo il pezzo del 1861, ma è quello del 1873 il più pregiato.

Il rovescio presenta l’armoriale di Casa Savoia, con la dicitura “Regno d’Italia” ed il valore nominale “L. 20”, di venti lire per l’appunto. Il marengo venne realizzato sia alla zecca di Roma che a quella di Milano.

Quanto vale questa moneta rara

Il suo valore ce l’ha, pur non essendo di quelli che, in caso di vendita, ti cambia la vita, per quanto riguarda la prima versione. Un solo pezzo viene quotato sui 500 euro, a a causa della tiratura che supera di poco il (1.018.033 per la precisione, n.d.r.).

È invece con la seconda versione che le cose si fanno interessante e che il marengo diventa tra le monete rare italiane più ambite. Infatti, in fior di conio, uno dei 2174 esemplari noti vale ben ventimila euro.

Le seconde stampe si riconoscono dalle prime per un piccolo dettaglio. Ovvero la singola lettera in maiuscolo che denota da quale zecca sia fuoriuscita quella moneta. Abbiamo “M” per la zecca di Milano e “R” per la zecca di Roma. Ed è la prima a valere quanto un anno di stipendio.