Numismatica, scovata una moneta che vale 90.000 euro

Una incredibile scoperta storica ha fatto schizzare alle stelle il valore di una particolare moneta coniata dalla Zecca di Stato italiana, si tratta delle 5 Lire del 1901. Ecco perché hanno un valore incredibile

5 Lire 1901 INTERNA
Collezione numismatica (Foto Ansa)

I beni rifugio rappresentano, in un periodo di grave crisi economica come quella in corso, l’ancora di salvezza per molte famiglie. I beni rifugio sono, nel concetto macroeconomico, un bene che conserva il suo valore intrinseco, e la sua quotazione essenziale, anche quando i valori dell’economia generale vengono deteriorati dalla svalutazione o dall’inflazione.

Ed è esattamente quello che accade in questo 2022 dove il Prodotto Interno Lordo è ancora in fase di recupero dopo la pandemia da coronavirus covid-19, dove i prezzi delle materie prime volano altissimi a causa della guerra in corso tra Russia ed Ucraina, dove l’inflazione ha ripreso a galoppare superando il 6%.

I beni rifugio sono storicamente i beni immobili, case ed appartamenti, l’oro e l’argento ma negli ultimi dieci anni hanno assunto un valore importante anche le collezioni in particolari quelle afferenti alla numismatica.

Numismatica che, ricordiamo, non è il mero collezionismo ma la disciplina che stima il valore delle monete a valle di un processo di ricerca storico e tecnico.

Le 5 Lire del 1901 possono valere una fortuna

5 Lire Vittorio Emanuele III
5 Lire Vittorio Emanuele III (Foto Facebook)

Ed è proprio verso il collezionismo di monete che si stanno orientando molti investitori attratti da situazioni come quella che vi stiamo raccontare. La vicenda riguarda una particolare moneta che in seguito ad una clamorosa scoperta ha visto schizzare il proprio valore oltre i 90.000 euro.

La moneta in questione è una moneta da 5 Lire coniata dalla Zecca dello Stato italiana nel 1901. Ma perché questa moneta ha un valore cosi importante? Vale cosi tanto perché si è scoperto che non solo è stata coniata in pochissimie esemplari, 114 per la precisione, ma che, soprattutto, non è mai entrata in circolazione.

Il motivo è presto detto. La moneta in oggetto era una moneta di prova coniata per omaggiare il nuovo Re d’Italia. Parliamo del tristemente famoso Vittorio Emanuele Ferdinando Maria Gennaro di Savoia, più noto come Vittorio Emanuele III sovrano d’Italia dal 29 luglio 1900 alla fine della Monarchia del 1946.

L’allora giovanissimo Vittorio Emanuele, 31 anni il giorno dell’ascesa al trono a causa dell’attentato dove perì suo padre Re Umberto I di Savoia, doveva avera una sua specifica moneta e la Zecca fece appunto ne fece una di test.

Una moneta da 5 Lire dal peso di 25 grammi e dal diametro di 37 millimetri con sul lato frontale l’effige del nuovo sovrano e sul retro l’Aquila sabauda. Sul collare la firma del disegnatore, Speranza. Ma la moneta non venne approvata del Re che ne fece disegnare da Romagnoli una leggermente diversa, quella che effettivamente andò in circolazione.

La sua quotazione come detto arriva fino a 90.000 euro ma solo nel caso in cui sia fior di conio. Una moneta classificata come Splendida oscilla sui 60.000 euro di valore mentre, a seconda dell’usura, può scendere anche a 40.000 e 14.000 euro. Ma siamo sempre a livelli importanti. Ne avete in casa qualcuna? Controllate con attenzione, potreste avere un tesoro.