Le Santalene, monete rare e leggendarie: di loro parla anche Dante

Le Santalene, fin dal Medioevo queste monete hanno suscitato molti dubbi: qual è la storia o la leggenda in cui sono avvolte

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Histamenon aureo coniato a nome di Basilio II e Costantino VIII (foto Numismatica.com)

Il nome rimanda a un’assonanza linguistica con Sant’Elena, ma la madre dell’imperatore romano Costantino non c’entra nulla con le monete Santalene, o forse sì. Non si tratta solo di un’ipotesi letteraria poiché sono citate anche da Dante, ma forse di una verità numismatica.

Il sommo poeta non le nomina nella sua opera più famosa, la Divina Commedia, ma in un’altra comunque molto nota tra gli studiosi, il Convivio (IV, XI, 8) dove parlando della cecità della fortuna, scrive “santalene d’argento” che le vide in un luogo che “si chiama Falterona in Toscana, dove lo più vile villano di tutta la contrada, zappando, più di uno stato di santalene d’argento finissimo vi trovò”.

Anche un altro autore della primordiale letteratura italiana, Guido Cavalcanti, ne parla nel sonetto XLV dove fa riferimento a una Santalena appesa al collo come amuleto o medaglia di devozione.

E se nella letteratura è lecito “inventare”, fonti più attendibili sono certamente le liste di monete presenti in trattati di aritmetica e libri di mercatura medievali tra la fine del ‘200 e i primi del ‘300.

Le Santalene nella Numismatica

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Secondo Guido Antonio Zanetti (IV, 109, n. 69) il nome di questa monete era dei bisanti coniati verso l’anno Mille mentre Balducci Pegolotti sostiene i bisanti a 24 carati coniati a Costantinopoli con l’effigie di Sant’Elena e del figlio Costantino. Zanetti cita anche Domemico Laffi nel suo viaggio al Santo Sepolcro che fa riferimento alle monete.

Si tratta di un nome generico con cui si indicavano le monete antiche e romane, legami con nomi di personaggi e luoghi. Difficile infatti non pensare a Sant’Elena anche se alle letteratura della Numismatica non sono note monete che fanno riferimento alla santa. Non è escluso che il nome non derivi da una errata lettura di monete bizantine di largo diametro.

Un’altra studiosa, la Travaini, invece, collega le santelene agli histamenon a 23 carati e, in particolare, a quelli di Basilio II e Costantino VIII: sul dritto hanno il busto di Cristo e al rovescio i busti di Basilio barbuto e di Costantino senza barba. Tutti e due hanno corona e pendenti mentre reggono una croce.

I due personaggi potrebbero essere interpretati dei devoti fedeli medievali come i busti di Elena e Costantino, ai lati della Vera Croce. Ricordiamo infatti il legami della santa della quale si diceva fosse in possesso di un pezzo della croce di Gesù.