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Fisco e Tasse

Dissequestro possibile per pagare le tasse? La Cassazione si pronuncia

Pubblicato da
Ilenia Pesce

La Cassazione ha lanciato una nuova sentenza, la n. 139336 dell’11 aprile 2022, che introduce nuovi dettagli in materia di dissequestro. Andiamo a scoprire più nello specifico di cosa si tratta e qual è stato l’intervento della sesta sezione penale.

(Pixabay)


Quello che, fino ad ora, era un limite per quanto riguarda la responsabilità amministrativa degli enti
(231) sembra essere risolto.


Nel caso in cui la società sia a rischio, è stata introdotta la possibilità di dissequestrare il profitto di
attività illecite utile come corrispettivo per le imposte.


La sentenza della Cassazione sul dissequestro per pagare le tasse

(Pixabay)


La Cassazione ha emesso la sentenza n. 139336 dell’11 aprile 2022 dopo essersi occupata di
un’inchiesta riguardante una mediazione non lecita sulla compravendita di mascherine che non
rispettano i canoni di sicurezza che sono stati stabiliti dalle norme sul Covid.


Si tratta di un’interpretazione del d.lgs n.231 del 2001 con cui si delibera il dissequestro parziale
delle somme per consentire di pagare un eventuale debito tributario.


Così facendo, si allontana il rischio che il sequestro, o l’obbligo tributario, possa provocare la
cessazione definitiva dell’esercizio dell’ente prima del processo.


In questo modo, si evita di limitare la libertà di esercizio dell’impresa, senza andare a ostacolare il
diritto al lavoro e alla proprietà.


Una vera e propria interdizione definitiva che andrebbe determinata prima che ci sia una certa
responsabilità dell’ente. Ma non solo. Si andrebbero anche a sovrapporre gli effetti conseguenziali
alle misure cautelari. Delle misure che, tenendo conto della “231”, sono ben distinte sia per quanto
riguarda la struttura, sia per la funzione.


Quanto affermato dalla sesta sezione penale rispetta il principio secondo cui il sequestro preventivo,
relativo alla confisca del profitto del reato, che equivale alla somma dell’imposta che è stata evasa,
può essere mantenuto. Questo fino a quando non resta l’arricchimento indebito che è derivato da
un’azione non lecita.


Un arricchimento che va a concludersi nel momento stesso in cui si adempie all’obbligo tributario.

Insomma sembra proprio che questa nuova sentenza abbia segnato un importante cambiamento in
fatto di reati tributari. Non ci resta che attendere nuove eventuali novità in tema di illeciti tributari.

Ilenia Pesce

Pubblicato da
Ilenia Pesce