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Tech

Computer alimentati da alghe: l’ultimo prodigio della tecnica

Pubblicato da
Erica Ercoli

La tecnologia ha sfruttato molte risorse della Terra per poter funzionare. Ora si serve anche di organismi viventi.

Uomo e tecnologia (Foto da Pixabay)

In pochi forse riescono a immaginare quanto la tecnologia sia andata avanti. Il progresso tecnologico ha superato i confini immaginati dall’uomo e corre a una velocità difficile da sostenere per le menti degli esseri umani. Sembra quasi un paradosso dato che la tecnologia è stata inventata dalla mente umana. Eppure ogni volta che si tocca questo argomento viene quasi spontaneo pensare che si potrebbe definire come un classico caso in cui “l’allievo supera il maestro”.

Forse qualcuno sarà rabbrividito da questa frase e forse non ne ha ben capito il motivo. La spiegazione dei vostri brividi intuitivi è del tutto logica e supportata. L’idea che la tecnologia possa superare noi creatori mette, a ragion veduta, paura. Non si possono prevedere tutti gli effetti e le conseguenze di un mondo gestito di cervelli non umani. Libri e film hanno già ampiamente lanciato l’allarme a riguardo.

Nonostante questo allarmismo non si può negare l’importanza della tecnologia al giorno d’oggi. Fondamentale sarebbe riuscire a gestirla sempre in modo consapevole, quando possibile. Ma le scoperte vanno avanti, le invenzioni non si fermano e si va a scoprire e a sperimentare con ogni elemento presente sul pianeta Terra.

Le alghe possono alimentare un computer

Il mondo delle alghe (Foto da Pixabay)

È la volta delle alghe ad essere sfruttate per far andare la tecnologia. Si sono esauriti molti minerali della terra, si è scavato in profondità per il petrolio, si cerca di utilizzare al massimo la luce solare. Ma ora si utilizza un organismo vivente per dare energia a una macchina.

Dov’è il limite in tutto questo? Forse lo può dire solo l’etica ma per il momento questa è una nuova invenzione che sta suscitando un certo interesse. A causa della continua richiesta di energia, che tenderà ad aumentare ancora di più in futuro, un gruppo di ingegneri di Cambridge ha sperimentato un nuovo modo di alimentazione.

Il gruppo di ricerca è riuscito a creare un microprocessore, in grado di fornire correnti per 6 mesi, alimentato da un composto di alghe comuni. L’dea avrà mandato in visibilio non pochi produttori e imprenditori ma forse sarebbe il caso di soffermarsi su un concetto fondamentale dell’economia. Non si potrebbe essere arrivati a un punto in cui la richiesta (antropica tecnologica) è maggiore rispetto all’offerta (risorse della Terra)?

Un team specializzato di risorse ambientali e di prospettive future in riferimento allo sfruttamento naturale potrebbe offrire previsioni che aiutino a fare queste scelte. La posta in gioco è la nostra vita su questa Terra.

Erica Ercoli

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Erica Ercoli