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Attualità

Movida nelle città: risarcimento danni e stop in alcuni casi

Pubblicato da
PAOLA FERRARO

La movida caratterizza la notte delle grandi città, ma il rumore eccessivo può essere sanzionato e impedito. Vediamo i dettagli

(foto Pixabay)

La movida riempe di ragazzi le grandi città di notte lungo le strade e fuori dai locali. La contemporanea presenza di molte persone che chiacchierano e bevono drink comporta un notevole grado di rumore. Il livello di rumore se eccessivo viene considerato superiore alla soglia di tollerabilità ed è sanzionabile dalla legge. L’esterno dei locali è via via aumentato dopo la pandemia. Con la necessità di rimanere all’aria aperta i permessi per i dehors si sono moltiplicati e con loro la gente.

Per gli abitanti delle zone interessate dalla movida si è quindi aggravato il problema del rumore dovuto alla presenza di così tante persone in strada. Le voci, gli schiamazzi le risate, la musica. Tutto all’ennesima potenza sino a tarda notte. Le controversie nascono proprio nelle zone dove la concentrazione dei locali è massima. Ma cosa dice la legge?

La movida e il rumore eccessivo fuori dai locali: normativa e provvedimenti

Il Codice civile affronta il problema con l’articolo 844 affermando che non si possono impedire rumori o fumi derivanti dall’attività di un vicino se rimangono entro i limiti della tollerabilità. Ma la legge non inquadra efficacemente il grado di tollerabilità rimandando all‘interpretazione soggettiva. Questo determina che la valutazione venga fatta caso per caso. Lo stesso concetto di tollerabilità ha cambiato vestito negli anni considerando i cambiamenti degli stili di vita.

Difficile dunque dirimere la questione e stabilire la responsabilità del singolo gestore del locale. Se infatti vi è la presenza di alta concentrazione di locali in pochi metri diventa arduo stabilire quale dei locali produce il rumore che arriva a superare la tollerabilità. I giudici possono intervenire stabilendo divieti di accesso all’aree esterne dopo un determinato orario.

Altra responsabilità può essere attribuita al comune che consente ai locali di rimanere aperti sino a tarda notte. In questo caso può essere suscettibile di riconoscimento del risarcimento danni nei confronti dei residenti di un quartiere o di un’area particolarmente rumorosi.

Anche il Codice penale con l’articolo 659 stabilisce il reato di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone. In questo caso la responsabilità può essere attribuita al gestore che non impedisca l’evento all’origine del disturbo.

La giurisprudenza ci dà alcune indicazioni rispetto per esempio alla responsabilità solidale. Non si può configurare tale evenienza se i rumori provengono dalla somma di singole attività. L’intollerabilità non si può inquadrare da un complesso di rumori.

PAOLA FERRARO

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