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Risparmio

Questo è l’errore più comune! Non farlo prima di riaccendere il condizionatore

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MG

Prima sera di caldo: un gesto sbagliato aumenta i consumi ma con poche e semplici accortezze, il fresco costa meno.

I primi giorni di maggio sono un’altalena: pioggia, poi sole pieno, e in molte città si sfiorano i 30°C. È quel periodo in cui si passa nel giro di poche ore dalla felpa al ventilatore, e la sera si cerca un po’ di sollievo in casa. Non a caso, è anche il momento della prima accensione del condizionatore dopo mesi di pausa. Proprio qui, però, entrano in gioco le abitudini sbagliate: piccoli gesti automatici che sembrano innocui, ma incidono su consumi, comfort e qualità dell’aria.

Questo errore aumenta i consumi – bonificobancario.it

A quanti gradi impostarlo? L’istinto dice 18–20°C per raffrescare subito. In realtà non funziona così: il climatizzatore non va più veloce, lavora solo più a lungo e consuma di più. Le indicazioni dell’ENEA sono chiare: mai sotto i 26°C. Bastano 2–3 gradi in meno rispetto all’esterno per stare bene: con 30°C fuori, 27–28°C in casa; con 33–34°C, anche 28°C è sufficiente.

L’errore da evitare prima di accendere il condizionatore

Ogni grado conta. Portare il termostato da 26 a 28°C può ridurre i consumi di circa il 25%. Tradotto nel quotidiano: una famiglia con due split di classe intermedia che usa l’aria fredda per circa 350 ore l’anno risparmia intorno a 87 kWh. È uno di quei numeri che fanno la differenza a fine stagione.

C’è poi la questione luce. Uscire lasciando persiane e tapparelle spalancate è un classico. Il sole picchia, scalda pavimenti e mobili, e al rientro l’apparecchio deve smaltire una montagna di calore accumulato. Schermare le finestre nelle ore centrali, soprattutto a sud ed est, può tagliare fino al 25% i consumi del climatizzatore. Se unisci questa attenzione a una temperatura non troppo bassa, il risparmio energetico complessivo può arrivare fino al 50%.

Domanda frequente: lo lascio acceso quando esco? Per assenze brevi, sotto l’ora, ha senso tenerlo acceso alzando di un paio di gradi: eviti il picco di potenza al rientro. Se stai via più a lungo, spegni del tutto. È un equilibrio semplice, che si impara in un paio di giornate.

E ora il punto che tutti sottovalutiamo. L’errore più comune è accendere il condizionatore con i filtri sporchi. Dopo mesi di stop, su griglie e ventole si deposita di tutto: polvere, pollini, batteri, perfino tracce di muffa. Succedono due cose insieme: l’aria circola peggio (quindi consumi di più) e la qualità dell’aria in casa peggiora. È come tirare su l’acqua di un pozzo con un secchio pieno di sabbia.

La buona notizia? Si risolve in dieci minuti. Apri lo split, estrai i filtri, lavali con acqua tiepida e un po’ di sapone neutro, risciacqua e lascia asciugare all’aria. Alla prima accensione stagionale è quasi obbligatorio; poi controlli periodici. Non serve diventare tecnici, serve costanza.

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