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Figlio disoccupato maggiorenne. Quando finisce l’obbligo di continuare a mantenerlo

Pubblicato da
Daniela

Figlio disoccupato maggiorenne: che sia una condizione voluta o subita, quali sono gli obblighi di mantenimento che riversano sui genitori? Scopriamolo

Mantenimento figli maggiorenni – Foto da Pixabay

I genitori, che siano sposati, separati o che non abbiano mai contratto matrimonio, sono corresponsabili del sostentamento della prole. Non solo devono provvedere al mantenimento economico ma, dal momento in cui nascono, devono farsi carico di impartire un’adeguata educazione per i figli, interessarsi alla loro istruzione e seguirli in merito alla loro salute e benessere.

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É un obbligo che non cessa mai di esistere? Cosa accade in caso di un figlio maggiorenne disoccupato a carico? Quanto a lungo dovranno occuparsene i genitori? Lungi dal trattare questioni etiche o sentimentali, scopriamo cosa dice la legge in merito.

Figlio maggiorenne disoccupato: quanto a lungo dovranno mantenerlo i genitori?

Figlio maggiorenne disoccupato – Foto da Pixabay

Contrariamente a quanto si crede, l’obbligo di mantenere un figlio non cessa con il raggiungimento di quest’ultimo della maggiore età.

Il dovere che tiene saldo il legame tra genitori e figlio si interrompe solo quando quest’ultimo non risulta in grado di essere autonomo e abbia un reddito tale da consentirgli di mantenersi.

Questo non significa, però, farsi carico di bamboccioni che non vogliono lavorare, sia chiaro. Se un giovane, al termine della scuola dell’obbligo, decide di continuare a formarsi frequentando un’università o altro percorso di studi, oppure fatichi a trovare un’occupazione soddisfacente in base alle proprie capacità, può ancora trovare sostentamento da parte dei propri genitori. Non è dovuto alcun mantenimento ai figli pigri.

É chiaro che determinate circostanze sono consegueza della crisi occupazionale vigente nel nostro paese. Se, invece, così non fosse, spetta ai genitori dimostrare che il figlio sia senza lavoro a causa della propria indolenza e, se non vogliono più mantenerlo, dare prova che non desideri rendersi indipendente.

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Secondo la Corte di Cassazione è presumibile che un figlio a 18 anni necessiti ancora di aiuto economico, sia per spese ordinarie della vita quotidiana (vitto e abbigliamento) che quelle relative all’istruzione e persino allo svago e vacanze. Tuttavia, quanto più cresce, tanto questo dovere va scemando. In sostanza: le occasioni di lavoro prima o poi arrivano. Per rendersi indipendenti non ci si può permettere di fare gli schizzinosi. Il figlio maggiorenne si considera economicamente autosufficiente quando comincia a percepire un reddito corrispondente alla professionalità acquisita, anche tramite un lavoro part-time.

Non esiste dunque un’età specifica in cui poter non mantenere la prole. É chiaro che un giovane che abbia investito un periodo lungo nella sua formazione, troverà lavoro più in là negli anni.

Daniela

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