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Risparmio

Conti correnti, costi in aumento: come fare a risparmiare?

Pubblicato da
Alessandra Napoli

I costi dei conti correnti sono spesso in aumento, ma come fare per risparmiare e non pagare canoni esosi? Scopriamolo insieme.

Conti correnti (Getty Images)

Secondo un’analisi i costi dei conti correnti sono in forte aumento per famiglie e pensionati, mentre per i giovani correntisti non ci sono variazioni di prezzo e, addirittura, sono presenti delle agevolazioni.

Conti correnti, costi in aumento per famiglie e pensionati: agevolazioni per i giovani

Conti correnti (Getty Images)

Sono stati comparati i prezzi dei conti correnti, confrontando i valori attuali con gli importi dello scorso anno. L’analisi si è basata sui profili tipo di tre correntisti: giovani, famiglie e pensionati. Questi ultimi registrano i conti più salati, con un aumento del 13% per i conti online a 78 euro per i pensionati e del 12% a 87 euro per le famiglie.

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Tra le banche che hanno aumentato il loro indicatore dei costi complessivi annui (Icc), spiccano Unicredit, Banco Bpm, Crédit Agricole, Bper e Che Banca; mentre tra coloro con un Icc più basso vi sono Credem, Bnl e Intesa. Nei costi annui bisogna aggiungere anche l’imposta di bollo da 34,20 euro per le giacenze sopra i 5 mila euro.

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I giovani, invece, vengono aiutati dagli istituti di credito, che vogliono conquistarli per tenerli con sé potenzialmente per anni. I conti tradizionali, in media, costano 71 euro l’anno, con un aumento dell’1% e 23 euro per i conti online. Per i giovani le banche più convenienti sono Intesa Sanpaolo, Crédit Agricole, N26 e Banca Mediolanum. Inoltre è stato evidenziato come i conti aperti da molti anni costano 113,50 euro l’anno, mentre quelli aperti nell’ultimo anno solo 54 euro.

Pertanto il consiglio è di spostarsi verso le banche online e verificare quali sono i servizi che realmente si usano: un modo per farlo è controllando il proprio “Riepilogo annuale delle spese”, un documento che contiene movimenti, spese e condizioni del conto bancario relativo all’anno concluso. In questo modo si possono verificare le proprie abitudini di spesa e comprendere di quali servizi si usano veramente e di quali, invece, possiamo fare a meno.

Alessandra Napoli

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