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Pericoli da Youtube: scatta la denuncia per istigazione al suicidio

Pubblicato da
Chiara Longo

Una vicenda che, in effetti, poteva veramente avere delle conseguenze molto gravi. Vediamone, dunque, i particolari.

Youtube (Pexels)

Da quando siamo entrati a pieno titolo nella cosiddetta Era digitale, in effetti, la nostra vita ha conosciuto un cambiamento piuttosto significativo.

Anzi, se vogliamo essere più precisi, è proprio il modo di gestire le relazioni interpersonali che ha subito una piccola e grande rivoluzione. Senza andare troppo indietro nel tempo, infatti, soltanto negli anni Novanta è probabile che non avremmo mai pensato di poter fare ciò che facciamo oggi.

Insomma, il Web e le conseguenti innovazioni tecnologiche ci hanno permesso, sempre di più, di rendere svariate operazioni più veloci, facili e comode. E, per esempio, anche di metterci in contatto sia con gli amici che con persone che, se non fosse per internet, non avremmo nemmeno mai conosciuto.

Tuttavia, nonostante i pregi, anche in questo caso, per la verità, non mancano i difetti. Sì, perché attualmente, grazie ai social media e ad altre piattaforme, è diventata cosa normale ormai che proprio tutti possano mettersi in cattedra e spargere informazioni più o meno credibili o, peggio ancora, diseducative.

Ciò, però, in taluni frangenti, può essere davvero pericoloso. In particolare, quindi, è un po’ il concetto che sta alla base dello spiacevole episodio che vogliamo riportare nelle prossime righe.

Il canale oscurato dalla polizia postale

Di recente, infatti, la polizia si è vista costretta a denunciare uno youtuber vicentino per aver caricato sul proprio canale dei video assolutamente disdicevoli e diseducativi. Da quello che è stato riferito, quindi, i filmati in questione istigherebbero al suicidio.

E, a farne le spese, purtroppo, è stata una quattordicenne di Ravenna che, dopo aver visto quelle immagini, avrebbe davvero tentato di togliersi la vita. Ciò è, per l’appunto, quanto hanno raccontato i genitori della minorenne alle Forze dell’ordine.

La polizia postale, dunque, ha provveduto a individuare il responsabile che, per l’appunto, si fa chiamare con lo pseudonimo di Creepy Ryan. Il suo canale, che al momento è stato oscurato, prima dell’intervento degli agenti era peraltro molto seguito ed era costituito da una cinquantina di video.

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Fonti accreditate, inoltre, fanno sapere che solitamente i contenuti multimediali dell’utente erano incentrati su delle storie brevi ed efficaci, create appositamente per fare aumentare il numero di follower.

Chiara Longo

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Chiara Longo