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Attualità

Congedo straordinario INPS | Familiare disabile: come si può fare

Pubblicato da
Martina Di Paolantonio

In Italia la Legge consente ai lavoratori pubblici e privati di prendere un congedo straordinario dal lavoro per assistere familiari disabili.

(Adobe – bonificobancario.it)

Quando si parla di congedo straordinario si fa riferimento alla possibilità di assentarsi dal proprio luogo di lavoro per un periodo massimo di 2 anni, anche in modo non continuativo e al solo fine di prestare assistenza a un familiare con disabilità gravi. Usufruendo di questa possibilità il lavoratore, pubblico o privato, continuerà a percepire uno stipendio inalterato. Per la precisione pari all’ultimo cedolino prima del congedo, con riferimento alle voci fisse e continuative del trattamento.

Il periodo di congedo sarà inoltre coperto da contribuzione figurativa, vale a dire che il lavoratore in congedo continuerà ad accumulare contributi pur non versandone in prima persona. Rispetto al congedo straordinario, però, una domanda sorge piuttosto impellente: ci si può allontanare dall’assistito? Se sì, per quanto tempo e secondo quali modalità?

Congedo straordinario: la giurisprudenza decide in materia di allontanamento dall’assistito

A tal proposito si deve far riferimento alla giurisprudenza, in particolare alla sentenza numero 19580 del 19 luglio 2019 della Corte di Cassazione. Secondo tale sentenza i benefici del congedo straordinario si applicano improrogabilmente in caso di convivenza con il familiare. E in presenza di “intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione in favore del disabile“.

Nel caso in cui il lavoratore usufruisca del congedo o dei permessi 104 per fini diversi da quelli assistenziali, dunque, il datore di lavoro ha diritto a licenziarlo. Eppure esistono casi specifici presi in esame dai giudici della Corte Suprema che hanno previsto di potersi allontanare per brevissimi periodi e per giustificate ragioni.

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Alcuni esempi possono essere visite mediche improrogabili, casi di emergenza quali problemi col sistema idraulico in casa e via dicendo. A patto però che “risultino complessivamente salvaguardati i connotati essenziali di un intervento assistenziale che deve avere carattere permanente, continuativo e globale nella sfera individuale e di relazione del disabile“.

In poche parole le assenze sono giustificabili in casi rari e vagliate singolarmente dal giudice di competenza. Quest’ultimo terrà presente anche il benessere psico-fisico del caregiver. Egli necessiterà di momenti di svago o periodi di tempo limitati da dedicare a determinate attività quotidiane o straordinarie.

Martina Di Paolantonio

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Martina Di Paolantonio