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Telegram, il nuovo aggiornamento per provare a battere WhatsApp

Pubblicato da
Giovanni Cardarello

Sebbene la distanza in termini numerici sia ancora importante Telegram ha iniziato l’attacco alla posizioni di WhatsApp. E con un asso nella manica da giocare

Notifiche Telegram (Screenshot)

L’avvento della pandemia da coronavirus covid-19, ormai quasi tre anni or sono, ha generato diversi effetti collaterali assolutamente impensabili ed imprevedibili. Uno di questi riguarda la violente accelerazione nelle diffusione dei servizi online.

Soprattutto tra gli utenti meno alfabetizzati. Un fattore che ha portato con se un numero enorme di benefici ma anche, al tempo stesso, una serie di rischi connessi come ad esempio l’aumento delle truffe online.

Uno dei servizi che più di tutti hanno preso piede e sostanza riguardano il cosiddetto instant messaging, la messaggistica istantanea. Parliamo di un servizio online, un vero e proprio social network utilizzato da oltre un miliardo di persone, quasi due in verità, un settore dove sono presenti alcune della principali App presenti sui nostri smartphone.

Parliamo in primo luogo di Skype, la prima della serie ad essere popolare, di Facebook Messenger l’app che ha “seppellito” il vecchio Messenger di Microsoft, Viber, Instagram e ovviamente le regine della categoria, Whatsapp e Telegram.

Telegram all’assalto di WhatsApp

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Come detto in precedenza ad oggi le quote di mercato di WhatsApp sono ancora solidissime rispetto a quelle di Telegram, parliamo di un miliardo e seicentomila account contro cinquecento milioni.

Ma va detto, con grande chiarezza, che Telegram ha iniziato una lenta ed inesorabile scalata per togliere utenti all’app della scuderia Meta di Mark Zuckerberg e per farlo sta per giocare un vero asso nella manica.

L’asso nelle manica risponde al nome di sicurezza. Si perché se da un lato WhatsApp è molto usabile e altrettanto vero che ha spesso falle di sicurezza. Telegram è più ostico ma se, come da informazioni raccolte dalla nostra Redazione, si prepara davvero ad inserire il triplo livello di accesso, numero+codice+email, rischia di aver individuato la cosiddetta killer application per sbaragliare il campo.

Sarà davvero così? Ad oggi si tratta soltanto di voci, insistenti, ma voci il primo passo consistente per verificare la veridicità della situazione la scopriremo solo a gennaio 2023 quando è in programma la nuova release, per utenti Premium, della versione Beta dell’applicazione. La curiosità è tanta, non resta che aspettare

Giovanni Cardarello

Giornalista pubblicista (ODG Umbria). Laureato con Master in Comunicazione. Romano del Quadraro, ma vivo in Umbria fra Spoleto e Terni. Sposato con Ilaria, ho tre figli. Mi occupo di sport, ambiente, cucina, politica, economia, lifestyle e gossip. Scrivo sui giornali, cartacei e online, dall'età di 14 anni. Dal 2017 lo faccio per il Gruppo Editoriale della testata

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Giovanni Cardarello