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Autovelox: il cavillo per farsi cancellare le multe

Pubblicato da
Giovanni Cardarello

L’autovelox e le multe ad esso connesso sono una delle dannazioni degli automobilisti italiani. Esiste però un cavillo per contestarle

Multe Autovelox (Foto Pexels)

Una delle voce che formano il montante dell’evasione fiscale in Italia sono le multe per infrazioni del codice della Strada. Il dato è incredibile. Sulla cifra complessiva, valori stimati con il Report periodo dell’Agenzia per le Entrata di settembre 2022 di 1.100 miliardi di euro ben 432 sono riconducibili, più o meno direttamente alle multe automobilistiche.

All’interno di questa cifra la parte del Leone, circa il 72% la svolgono le multe elevate tramite Autovelox. E qui la situazione diventa, complessa si avvita su se stessa e diventa complicata sia in termini di contestazione, quanto in termini di riscossione. Partiamo dall’assunto di legge. Le multe per autovelox sono regolate dall’articolo 142 del Codice della Strada e con tutta un serie di articoli vengono indicati i termini dei dispositivi fissi e di quelli mobili

Multe con l’Autovelox, il cavillo per contestarle

LE NOTIZIE IMPORTANTI DA NON PERDERE OGGI:

Si perché come noto a tutti gli automobilisti italiani ed europei le macchinette che “fotografano” le nostre infrazioni sono di due tipi. Quelle fisse, le cosiddette pilotine che variano da amministrazione ad amministrazione seppur nel perimetro di ben chiari parametri.

Le macchinette mobili che, secondo l’articolo 6-bis comma c devono essere ben visibili e segnalate almeno 400 metri prima fattore che non sempre le varie Polizie locali presenti nel territorio italiano rispettano. E qui casca l’asino.

Come sottolineato spesso e volentieri dalla principali Associazioni dei consumatori il mancato rispetto delle distanza e delle norme di rilevazione e contestazione delle multe elevate con autovelox sono un danno economico triplo. Il primo è che gli operatori di Polizia locale in quel frangente lavorano a vuoto non esercitando a pieno il controllo a cui sono preposti.

Il secondo, il mancato incasso di cifre che spesso sono inserite, ed in maniera corposa, nei bilanci di preventivo dei singoli comuni. Il terzo è che vanno ad intasare gli uffici dei tribunali amministrativi e dei Giudici di Pace. Un caso di scuola è quanto accaduto a San Severino Marche centro di 12.000 abitanti in provincia di Macerata dove un uomo di 38 anni con un cavillo legale, la notifica della costituzione del Comune avvenuta via PEC e non tramite deposito della documentazione, di due distinte multe è riuscito a non pagare 1.300 euro complessivi. Quanti sono i casi cosi? Quanto danno generano all’Erario? I numeri sono chiari

Giovanni Cardarello

Giornalista pubblicista (ODG Umbria). Laureato con Master in Comunicazione. Romano del Quadraro, ma vivo in Umbria fra Spoleto e Terni. Sposato con Ilaria, ho tre figli. Mi occupo di sport, ambiente, cucina, politica, economia, lifestyle e gossip. Scrivo sui giornali, cartacei e online, dall'età di 14 anni. Dal 2017 lo faccio per il Gruppo Editoriale della testata

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Giovanni Cardarello