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“Lavoro per l’INPS”, scattava così la truffa agli anziani

Pubblicato da
Chiara Longo

Una situazione che, a quanto pare, andava avanti da un bel po’ di tempo. Finalmente, però, l’impostore è stato fermato.

Inps (Adobe)

Non c’è che dire: i truffatori, a costo di derubare un bel malloppo, ne inventano di certo sempre una in più del diavolo.

Al giorno d’oggi, peraltro, bisogna stare ancora più attenti, perché, oltre a incappare in qualche imbroglio nella vita quotidiana, ormai, si può sicuramente affermare che si siano registrate persino numerose frodi online.

Insomma, in ogni caso, quando si tratta delle proprie finanze, nella fattispecie, bisogna davvero diffidare da chi furbescamente ci chiede delle somme di denaro. E, d’altra parte, di questi tempi dovremmo avere, se non altro, un po’ tutti più cura del nostro portafoglio.

Purtroppo, però, come si accennava poc’anzi, c’è chi trama molto bene i propri raggiri, fingendo a regola d’arte e adescando le prede preferite.

A tal proposito, quindi, nelle prossime righe, vorremmo raccontare ciò che è accaduto di recente e che, per l’appunto, ha fatto perdere manciate di soldi a molti sventurati.

In particolare, ci stiamo riferendo a un uomo, proveniente da Napoli, che, con lo scopo di raggirare degli anziani, faceva finta di essere niente po’ po’ di meno che un impiegato del noto Istituto di previdenza sociale.

Gli altri dettagli

E, evidentemente, questa sceneggiata, fino a un certo punto, ha persino funzionato alla grande. In effetti, l’abito, a dispetto del popolare detto, certe volte fa proprio il monaco.

Eh sì, perché l’impostore in questione si presentava alla porta dei malcapitati vestito di tutto punto e con dei modi di fare piuttosto credibili. Così, la tattica era la seguente. Anzitutto, faceva sapere alle sue vittime che l’Inps li avrebbe rimborsati di addirittura quasi 20 mila euro per dei versamenti in eccesso.

In secondo luogo, avuta la fiducia e l’attenzione dell’interlocutore, chiedeva il pagamento di alcune misteriose spese notarili che, per di più, arrivavano, in taluni casi, persino a oltre 3 mila euro.

Questi illeciti incassi, quindi, avvenivano tramite Postepay o semplicemente in contanti. Ma, alla fine, tutto ciò che rimaneva in mano ai poveri truffati era sempre e soltanto una busta bianca priva di qualsiasi contenuto.

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In seguito, però, sono scattate le certosine indagini dei carabinieri che hanno condotto a un cinquantenne campano che, peraltro, ha già dei precedenti di siffatta natura.

Chiara Longo

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Chiara Longo