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Il Bonus Renzi resiste nel 2023: che sorpresa in busta paga

Pubblicato da
Chiara Longo

Si tratta di un’agevolazione che era stata istituita già qualche anno fa. Vediamo, dunque, chi sono i beneficiari.

Matteo Renzi (Instagram) – Bonificobancario.it

Stiamo attraversando di certo un momento storico alquanto difficoltoso, e, proprio per questo motivo, nell’anno passato il Governo ha erogato diversi sostegni economici.

In particolare, tali contributi sono serviti per aiutare prettamente le fasce deboli e a tamponare quindi un po’ la situazione caratterizzata da forti problematiche.

D’altra parte, terminata la pandemia, la quale aveva portato diversi inconvenienti, ora, però, con lo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina, il potere d’acquisto si è ulteriormente abbassato.

Ecco che, allora, come abbiamo accennato poc’anzi, l’esecutivo precedente e quello attuale hanno cercato di venire incontro proprio a coloro che non dispongono di un reddito alto. Certo, come è stato riportato, alcuni bonus continuano a sussistere anche nel 2023.

Vediamo, però, nelle prossime righe, di capire meglio di che cosa si tratta proprio uno in particolare che, come da titolo, è il Bonus Renzi.

Innanzitutto, quest’ultimo, già tre anni or sono il trattamento integrativo sui redditi da lavoro dipendente e assimilati che può essere costituito da una somma mensile di massimo 120 euro.

Questa misura, quindi, può essere messa direttamente all’interno della busta paga dal datore di lavoro oppure anche essere erogata dall’Istituto nazionale della previdenza sociale.

Gli altri dettagli

Questo bonus, destinato ai lavoratori dipendenti, può variare, però, a seconda del reddito del beneficiario e può anche arrivare a 1200 euro all’anno.

Ma, a dire la verità, il trattamento integrativo in questione, a differenza di quello che era stato deciso in precedenza, andrà a favore anche di altre categorie.

Per esempio, infatti, potranno percepirlo anche i lavoratori atipici e anche coloro che al momento non hanno un’occupazione. In questi casi, dunque, si può fare domanda a Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego e in cassa integrazione.

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Così, per l’appunto, anche per quest’anno non ci sono state modifiche in merito a questo contributo e di conseguenza non cambia nemmeno il limite di reddito, dato che, per l’appunto, deve essere inferiore a 15 mila euro.

Chiara Longo

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Chiara Longo