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Categorie: Attualità

Attenzione al bonifico bancario, un errore può costare molto

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Giuseppe

Il bonifico bancario se realizzato in un certo modo può accendere i riflettori del Fisco che avvia i controlli

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Il bonifico bancario è il metodo più sicuro di pagamento. Le transazioni che avvengono in queste modalità sono le preferite da parte delle istituzioni poiché cancellano la possibilità di evadere.

Ma chi vuole raggirare ne conosce una più del diavolo. Infatti non è raro usare proprio la tracciabilità per nascondere dei soldi al fisco, in modo da pagare meno tasse.

Bonifico bancario, cosa verifica l’Agenzia

L’Agenzia delle Entrate effettua sempre degli accertamenti che riguardano le transazioni tra conti correnti e carte prepagate. Così vuole individuare i movimenti ritenuti più sospetti.

Prima di vedere quali sono i movimenti che attirano l’attenzione dell’Agenzia, vediamo come questa effettua i controlli. Ovviamente non si vogliono dare consigli su come raggirarli, ma mettere il lettore in buonafede al corrente su quali sono gli errori da evitare.

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L’Agenzia principalmente controlla prelievi e versamenti, ma anche i bonifici. Non sfuggono al suo occhio i movimenti che riguardano le azioni e i titoli del cliente e l’eventuale presenza di cassette di sicurezza.

Parliamo comunque di controlli che vengono effettuati in caso di specifiche indagini. Non possono infatti avvenire in modo indiscriminato, senza alcuna ragione. Sono però previsti approfondimenti se il correntista compie “strani” movimenti.

Banca e Agenzia per scambiare le informazioni utilizzano un archivio chiamato Registro dei rapporti finanziari, detto altrimenti Anagrafe dei conti correnti. Non è solo un modo per far parlare i due enti ma anche altri. Nel registro affluiscono infatti le banche dati anche dell’Inps.

Come e quando scattano i controlli

Non partono mai quando sul correntista che effettua un bonifico a favore di terzi ma è quasi sempre il contrario, ossia su chi li riceve. Esiste infatti la presunzione di reddito: significa che chi ottiene dei soldi, questi possono essere tassati e per tale motivo bisogna far luce sulla provenienza.

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C’è un modo però che permette si liberare la somma ricevuta dalle imposte, con la donazione o il risarcimento danni. Ovviamente non è sufficiente far scrivere nella causale a chi effettua il bonifico “Donazione”. Il ricevente deve comunque provare, in caso di controlli, che la natura del denaro è davvero una donazione.

Giuseppe

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