Assegno unico figli: a chi spetta in caso di separazione?

Il Governo da un bel pò di tempo ha deciso di introdurre l’assegno unico per i figli a carico. Ma andiamo a scoprire più nel dettaglio come funziona in caso di separazione o divorzio: a chi va l’assegno in caso di affidamento esclusivo o condiviso?

assegno figli separazione
(Pixabay)

Come funziona la questione assegno unico per i figli a carico nel caso in cui la sentenza di divorzio, o separazione, preveda che vadano a soltanto uno dei genitori?

L’Inps ha voluto fare qualche chiarimento, attraverso il messaggio n. 1714 dell’aprile scorso. Ma andiamo a scoprire più nel dettaglio cosa ha riferito l’istituto.

Assegno unico separazione: a chi spetta tra i due genitori?

assegno figli separazione
(Pixabay)

Ricordiamo, a chi non lo sapesse, i genitori separati possono godere dell’assegno unico condiviso. Volendo, però, i diretti interessati possono decidere di destinare l’assegno soltanto ad uno dei due.

In caso di accordo scritto di affidamento esclusivo, però, l’assegno deve essere destinato al genitore affidatario.

Se il giudice ha deciso che gli assegni al nucleo familiare spettano alla madre al 100%, dunque, anche l’assegno unico non dovrà essere diviso con l’altro genitore.

Nel frattempo, c’è chi cerca di beneficiare degli assegni, pur non avendone diritto. Proprio per questo, l’Inps sta facendo dei controlli su ben 22 mila domande, potenzialmente fraudolenti inoltrare da furbetti.

L’istituto ha richiesto a queste persona delle integrazioni per le domande che sono state inviate per i figli con più di 18 anni. Nulla di nuovo visto che lo scorso mese si sono registrate addirittura domande per nuclei familiare di ben 17 figli.

Come molti sapranno, con l’assegno unico l’Inps ha sostituito le detrazioni fiscali per i componenti del nucleo familiare a carico e l’assegno per il nucleo familiare. Un contributo destinato anche ai pensionati, ai disoccupato, gli autonomi e ai dipendenti.

La richiesta può essere inoltrata da tutti i cittadini italiani, o europei, che hanno permesso di soggiorno e residenza in Italia da almeno due anni. Se inviata entro giugno 2022, la domanda servirà anche a ricevere gli arretrati dei mesi passati.

Di conseguenza, se la domanda verrà inoltrata a luglio, non si avranno gli arretrati e il contributo partirà del mese successivo.