Nuove aperture dei brand di lusso: Cina preferita all’Europa dopo lo scoppio della pandemia

Cambia la “geografia” dei brand di lusso dopo la diffusione della pandemia da Covid19. Le nuove aperture sono maggiormente diffuse in Cina a discapito dell’Europa. Cosa sta accadendo

Shopping, mercato asiatico brand lusso Cina
Shopping, mercato asiatico (Foto Ansa)

Una delle conseguenze più evidenti della pandemia da Covid19 a cui abbiamo assistito è stata senza dubbio la limitata opportunità di viaggi e spostamenti verso l’estero. Ciò ha spinto i consumatori cinesi di merce di lusso a fare prevalentemente acquisti nel proprio paese d’origine mentre prima erano portati a spendere soprattutto in Europa.

Il vecchio continente ha subito, dunque, una sonora batosta perché l’attività globale che ha interessato l’apertura di nuovi negozi si è concentrata principalmente a “seguire” gli acquirenti in Cina spostando “la geografia” dei punti vendita verso oriente.

Brand di lusso aprono nuovi negozi in Cina e lasciano l’Europa indietro

Shopping, mercato asiatico brand lusso Cina
Shopping, mercato asiatico (Foto Instagram)

La società di consulenza manageriale Bain & Company, una delle più prestigiose al mondo, ha sottolineato che il 21% della spesa per beni di lusso personali (a livello globale) è avvenuta in Cina.

Le aziende addette a questo settore hanno continuato, dunque, a rivolgersi a questo mercato con l’apertura di nuovi negozi.

I cinesi, impossibilitati a viaggiare in conseguenza della pandemia, hanno concentrato le loro spese di lusso in ambito nazionale. Lo dimostra il fatto che il 55% di tutte le nuove aperture di negozi è avvenuto proprio in questo stato asiatico, in aumento rispetto a quanto accaduto nel 2019. Considerate che solamente nella città di Shanghai sono stati lanciati addirittura sedici importanti progetti retail di lusso.

Cosa succede, invece, nelle altre parti del mondo? L’Europa ha registrato il calo più significativo delle nuove aperture. La quota globale è scesa dal 35% del 2019 al 14% nel 2021. Ciò dimostra anche un decremento evidente e preoccupante della spesa turistica internazionale nelle principali città europee a causa del Coronavirus.

Si denota un rimbalzo economico dell’attività in Nord America nell’ultima parte del 2021, con numeri più o meno in linea con quelli registrati nel 2019. In Medio Oriente si evince un aumento delle nuove aperture rispetto a due anni fa, anche se in termini di quota globale si mantiene intorno al 3%. In Arabia Saudita storicamente è stata Dubai al centro di nuove aperture di punti vendita di lusso.

Nick Bradstreet, capo della vendita al dettaglio in Asia di Savills, sostiene che sia probabile che questo spostamento geografico continui a perdurare come prova di una serie di politiche governative della Cina volte a rilanciare i consumi interni, compresa l’espansione delle operazioni duty-free.