Truffa all’Inps, sequestrati ai sindacati altri 108mila euro

Truffa all’Inps, terza tranche di sequestri dopo quelli di dicembre e aprile. Assunzioni fittizie a danno dell’Istituto di Previdenza

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Prosegue l’inchiesta della Procura della Repubblica di Milano che ha nel mirino il sistema che vede sindacati e aziende. Ad aprile erano stati sequestrati mezzo milioni di euro nel corso dell’indagine secondo la quale c’erano state assunzioni fittizie. Personale in organico ufficialmente in aziende che si accollavano i costi ma che svolgevano attività lavorativa presso i sindacati.

Il Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Milano ha eseguito un altro sequestro, disposto dal gip Anna Calabri su richiesta del pm Paolo Storari e del procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, per la somma di 108mila euro nei confronti di alcune sigle Uil.

Le fittizie assunzioni, con la compiacenza delle aziende, avevano il doppio vantaggio: erano gli imprenditori che versavano lo stipendio per il periodo di prova di almeno sei mesi ma lavorando nei fatti presso i sindacati, le associazioni avevano manodopora a basso costo. Ma i vantaggi erano anche altri, a danni dell’Inps secondo la Procura, con l’Istituto di Previdenza ignaro di tutto. Ai lavoratori in aspettativa sindacale non versavano i contributi previdenziali, pagati invece dall’Inps.

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Ma quali sono le sigle della Uil colpite dal provvedimento della Procura? Quello delle ultime ore è il terzo sequestro. Il primo risale allo scorso dicembre pari a circa 600mila euro, soldi che erano nella disponibilità della Cisl. Il secondo alla fine di aprile, mezzo milioni di euro per Cisl e Uil. Il terzo, l’ultimo, ha riguardato le sigle Uilm Milano Monza e Brianza, Uiltec Milano-Metropolitana-Lombardia e Cst Uil Milano e Lombardia. Solo in quest’ultima nuova parte dell’inchiesta sono sette le persone finite nel registro degli indagati tra dirigenti sindacali e imprenditori.

Repubblica.it riporta cos’ha dichiarato un imprendotre agli investigatori. Ha spiegato che bisogna mantenere buoni rapporti con i sindacati perché se vogliono possono creare problemi nei momenti di criticità. Ha raccontato che un sindacalista, tra il 2013 e il 2014, gli chiese di accollarsi i costi di alcuni dipendenti perché il sindacato non poteva. Insomma, una sorta di scambio di favori.