Opzione Donna non è conveniente per le nate nel 1963 e 1964: il motivo

La Legge di Bilancio per il 2022 ha confermato il cosiddetto pacchetto Opzione Donna, ma la conferma del provvedimento ha creato polemiche, discussioni e sperequazioni importanti. Ecco il motivo.

Opzione Donna INTERNA
Opzione Donna (Foto Twitter)

Una delle norme più attese, approvate dal legislatore italiano, ma al tempo stesso controverse e discusse dall’opinione pubblica è la Legge 30 dicembre 2021. Parliamo della cosiddetta Legge di Bilancio 2022 varata al termine dell’anno solare dalla maggioranza parlamentare che sostiene il governo presieduto da Mario Draghi.

In quel contesto, trattandosi della legge economica fondamentale per la gestione del Sistema Italia, sono presenti tutta una serie di norme necessarie a tenere in equilibrio i conti del Paese ed al tempo stesso a determinarne le linee di sviluppo.

Una di esse, quella che va sotto il nome di Opzione Donna, ha un impatto diretto sulla vita di migliaia di cittadine e al tempo stesso sui conti del cuore del sistema del welfare state italiano, i conti dell’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, l’INPS.

Ma di cosa parliamo? Parliamo di un provvedimento varato con la legge di Bilancio 2021 e confermato per con quella del 2022, secondo cui le donne lavoratrici, siano esse dipendenti o autonome, possono andare in pensione anticipata, con le regole di calcolo del sistema contributivo, a determinate condizioni.

Opzione Donna, il calcolo INPS

Portale INPS
Portale INPS (Foto Twitter)

Le condizioni, nello specifico, prevedono che entro il 31 dicembre 2021 si siano raggiunti i 58 anni di età, 59 per le lavoratrici autonome, e che al tempo stesso siano stati versati 35 anni di contributi.

Un provvedimento di civiltà che, nelle intenzioni del legislatore, dovrebbe favorire la quiescenza delle lavoratrici precoci. Ma, come spesso accade nei provvedimenti che riguardano il sistema pensionistico, il diavolo fa le pentole ma scorda di produrre i coperchi.

Va cosi che nel 2021 solo 33.000 lavoratrici hanno usufruito della cosiddetta Opzione Donna e per il 2022 si teme che il numero non sia troppo superiore. Il motivo è legato al sistema di calcolo messo in atto dall’INPS, in particolare per le cosiddette lavoratrici discontinue. Nel mercato del lavoro italiano, purtroppo, la stragrande maggioranza.

Con il meccanismo di calcolo in corso per una donna nata nel 1963 o nel 1964 andare in pensione con il calcolo previsto da Opzione Donna costa circa il 25% della pensione maturata. In alcuni casi, quelli in cui alcuni contributi sono versati prima del 1996, addirittura il 30%.

Si va cosi a determinare una sperequazione fortissima che manda in pensione donne lavoratrici, ancora valide ed esperte con un cifra di circa 430 euro nette mensili, 6800 euro lordi annuali. Meno della pensione minima.

Per non tacere della finestra mobile, ossia il tempo di risposta dell’INPS per il calcolo effettivo, che in alcuni casi mette in conto 18 mesi tra la domanda e l’effettiva erogazione. Urgono correzioni.