Andare in pensione riscattando i contributi: come fare

Andare in pensione riscattando i contributi, la legge consente di lasciare il lavoro anticipatamente: cosa bisogna sapere

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Sono tanti i casi in Italia di lavoratori che vogliono lasciare il lavoro prima che maturino i requisiti di legge. Una soluzione per farlo c’è e in molti ricorrono a un’alternativa: è infatti consentito pagare di tasca propria i contributi che mancano per il raggiungimento della pensione.

Discorso un po’ diverso per i dipendenti della scuola. Oltre al raggiungimento dell’età (sia anagrafica sia contributiva), è necessario presentare in tempo la domanda di cessazione.

Infatti per chi lavoro negli istituti scolastici non è così facile ottenere la pensione anticipata, anche nel caso in cui si decidesse di pagare i contributi anticipati.

Un esempio lo riporta il sito orizzontescuola.it che pubblica la lettera di un’insegnante. La signora ha 65 anni d’età e 37 di contributi. Spiega che non è riuscita a sfruttare il sistema pensionistico di Quota 100 e dunque, secondo la legge Fornero, dovrà andare in pensione il 31 agosto 2024. La domanda della docente è se può andare in pensione prima pagando i contributi di due annualità all’Inps.

Andare in pensione riscattando i contributi: il problema della scuola

La risposta degli esperti del sito è che bisogna tenere in considerazione proprio la questione della cessazione di attività. In pratica la prof potrebbe lasciare il lavoro pagandosi un anno di contributi Inps (sfruttando ad esempio la laurea) ma ciò non le consentirebbe comunque di andare in pensione anticipatamente.

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Così facendo raggiungerebbe 38 anni di servizio usufruendo Quota 102 nel 2022 ma c’è un intoppo. Non avendo presentato la domanda di cessazione dal servizio entro il 21 ottobre 2022 non può lasciare il lavoro prima del 1 settembre 2024.

L’unico modo per uscire dal lavoro il 1 settembre 2023 è ricorrere all‘Ape sociale se il caso della signora rientrasse come caregiver e insegnante di scuola dell’infanzia o primaria.

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In questo caso infatti, per l’Ape, non ha importanza non avere presentato domanda di cessazione di attività perché c’è la possibilità di farlo entro il 31 agosto dell’anno del pensionamento.

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