Colf, baby sitter e badanti: quanto dovrai spendere in più per pagarle

Sono sicuramente delle figure professionali che, al giorno d’oggi, danno una mano a molte famiglie. Vediamo però le novità.

Colf, baby sitter e badanti
Badante (Pixabay) – Bonificobancario.it

Alcune volte, dover assumere una colf, una baby sitter o una badante può essere una necessità. In effetti, a seconda dei casi, ci sono delle situazioni in cui un nucleo familiare non può farne a meno.

Per esempio, nel caso delle tate, se i genitori di un bambino o una bambina lavorano entrambi, e soprattutto fuori dagli orari scolastici, è facile intuire che non si possa fare altrimenti.

Invece, per quanto riguarda le badanti, c’è chi potrebbe avere un parente molto anziano in casa caratterizzato magari anche da qualche malattia debilitante che lo rende impossibilitato a svolgere anche le azioni più banali.

Insomma, per venire incontro a esigenze di siffatta tipologia, infatti, nel corso del tempo, hanno preso sempre più piede alcune figure professionali che possono, per l’appunto, soddisfare tali esigenze.

Comunque sia, proprio di recente, so è riunita la Commissione Nazionale per l’aggiornamento retributivo, e, alla fine, è stato deciso che, per le suddette categorie di lavoratori, comprese le colf, ci sarà un aumento dello stipendio di oltre il 9 per cento.

Gli aumenti di stipendio

In particolare, stando a quanto viene riferito dall’associazione Assindatcolf, gli incrementi maggiori andranno a quelle badanti che eseguono orari più lunghi delle altre. Così, per la precisione, la paga minima sarà pari a 1.120,76 euro.

Ciò, quindi, sta a significare che ben presto avranno modo di percepire quasi un centinaio di euro in più. Invece, le baby sitter che svolgono perlomeno quaranta ore settimanali e che non sono conviventi, l’aumento è stato fissato esattamente pari a 115 euro in più.

Tuttavia, queste novità, secondo Andrea Zini, nonché vice presidente di Fidaldo, potrebbero anche avere una conseguenza spiacevole. Infatti, ha proseguito, affermando che sarebbe stato meglio dilazionare questi aumenti con lo scopo di venire incontro alle famiglie.

D’altra parte, lo sappiamo bene, in questo dato momento storico il caro vita sta mettendo in seria difficoltà la popolazione italiana.

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Proprio per questo motivo, sottolinea ancora Zini, potrebbe malauguratamente innescarsi più facilmente il fenomeno del lavoro in nero.