Pignoramento conto corrente, nuove regole: come evitarlo

Il pignoramento del conto corrente prevede delle novità nella legge delega che possono facilitare il lavoro dell’Agenzia delle Entrate

Pignoramento conto corrente
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La legge delega fiscale realizzata dal governo prevede diversi criteri che facilitano l’Agenzia delle Entrate al recupero dei debiti. Tra questi c’è il pignoramento del conto corrente che cambia in alcune circostanze.

Il punto in particolare che viene modificato è quello che riguarda l’autorizzazione del giudice che deve concedere il via libera affinché i creditori possano rifarsi sul conto del debitore.

Pignoramento conto corrente senza atto giudiziario

La nuova procedura taglia di netto la burocrazia con il pignoramento che diventa automatizzato. Con i tempi più lunghi, infatti, chi doveva “difendersi” aveva più tempo per studiare con i propri legali e consulenti le contromosse. Con la nuova procedura le cose cambiano ma è comunque possibile evitarlo.

Ciò significa che chiunque abbia dei debiti potrà quindi trovarsi in conto bloccato L’Agenzia delle Entrate può attaccare lo stipendio o un eventuale canone di locazione per riottenere il credito senza una sentenza, ma non sempre è così. Infatti ci sono delle eccezioni a questo pignoramento forzato come le pensioni di vario genere, assicurazioni sulla vita e assegni di accompagnamento per i disabili. In questo casi sarà sempre necessaria l’autorizzazione del giudice.

La collaborazione tra agenzie fiscali e istituti di credito che è alla base del sistema, ha un aggiornamento annuale. Un tempo dunque non troppo breve che rende difficile per l’Agenzia delle Entrate una verifica adeguata della solvibilità del debitore.

Ciò significa che l’esattore potrebbe scoprire soltanto dopo il pignoramento che il conto corrente è ormai vuoto. In questo caso la legge delega dovrebbe portare a una migliore cooperazione con i diversi enti coinvolti con le banche che dovrebbero trasmettere i dati necessari in tempo reale.

Altra novità riguarda la nuova durata della cartella esattoriale. Oggi è di un anno e dopo è necessario l’invio di una nuova notifica prima di procedere con l’esecuzione.

Anche in questo caso l’intervento della legge delega fiscale propone l’estensione di oltre un anno. Il vantaggio dell’Agenzia delle Entrate è che consentirebbe di accelerare il processo di recupero forzoso. Può sembrare il contrario perché la durata della cartella di allungherebbe, ma in questo modo non ci sarebbe la procedura per la seconda notifica.

Come evitare il pignoramento

Il superamento dell’atto giudiziario riguarda solo l’Agenzia delle Entrate. È l’unica che può intervenite senza la decisione del tribunale. Per ogni altra forma di creditore è necessario un titolo esecutivo, che sia la sentenza in tribunale, un atto giudiziario o un decreto ingiuntivo.

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