Carrello della spesa, la discesa dell’inflazione non produce effetti positivi

L’inflazione lentamente scende, le stime sul PIL salgono ma gli effetti sul carrello della spesa non ci sono. Il motivo

Nonostante due indicatori sullo stato dell’economia italiana siano molto positivi, quelli relativi all’inflazione e quelli relativi alle stime del Prodotto Interno Lordo, i prezzi al dettaglio continuano ad essere pesanti per le tasche degli italiani. Ecco a voi le motivazioni e la spiegazione di cosa sta succedendo.

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Carrello della spesa (Foto Creative Commons – bonificobancario.it)

Nel mese di luglio è stata riscontata una leggera diminuzione dei prezzi rispetto al mese di giugno. Ma i prezzi nei supermercati a luglio sono decisamente rimasti alti. Si è vero, l’inflazione relativa ai beni alimentari ha sicuramente visto una crescita. E neanche piccola dato che tocca il 12,7% su base annuale. Ma non può comunque essere ignorato il fatto che questo, rispetto al mese di maggio, rappresenta un forte rallentamento. Ricordiamo infatti che nel mese di maggio (+14,1%). Per non parlare poi dei numeri riscontrati a febbraio (+16%). I contribuenti hanno cercato in tutti i modi di far fronte all’innalzamento costante dei prezzi, preferendo prodotti dalla qualità più dubbia, favorendoli ai più salutari, che però tendenti ad avere costi più importati. O comunque troppo per le tasche di una famiglia in difficoltà.

Carrello della spesa sempre alto

Con questo gesto hanno permesso all’inflazione scendere e toccare l’11,5%. Un dato per tutti certifica la situazione,  la GDO la Grande Distribuzione Organizzata cresce in valore. Ora tocca il +8,7% rispetto allo scorso anno. Assurdo pensare che questa crescita non è in alcun modo collegata ai numeri delle vendite, bensì all’innalzamento dei prezzi. Le vendite promozionali sono aumentate e toccano ora il 23,3% a spese dei prodotti di marca che toccano ora il 31,5% delle vendite totali.

Carrello della spesa, supermercato - bonificobancario.it 20230728
Carrello della spesa: supermercato (Foto Twitter – bonificobancario.it)

Cibo e articoli per animali domestici hanno subito un’impennata. Ma non quanto il cibo confezionato che ha raggiunto numeri di vendite a capogiro. Crescita di valore per il mercato alimentare italiano, +9,2% rispetto al 2022. Ma paradossalmente, i numeri delle vendite non seguono la scalata, toccando il -2,3% rispetto al 2022. Prodotti come zucchero, sughi pronti e surgelati vegetali salgono.

Per chiarire in definitiva; il mercato alimentare italiano cresce nel valore ma non negli acquisti. Si tende a preferire prodotti meno “buoni” perché economicamente più accessibili. La distribuzione organizzata ha conseguentemente visto nei suoi mercati una forte crescita. Sempre e comunque un dato fuorviante, poiché dipeso dall’inflazione vertiginosa del nostro periodo e non da un periodo roseo che spinge i contribuenti a fare acquisti più importanti per la propria tavola.

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