Al Bano senza peli sulla lingua: ‘Ho avuto il coraggio di rifarmi una vita, non vivo di vittimismo’. Il duro sfogo contro Romina Power

Un compleanno lontano dai riflettori, un santuario, il profilo di un uomo che non ha smesso di scegliere. A 83 anni, Al Bano torna al centro della scena non per un palco, ma per una verità detta a voce piena: la vita nuova non chiede permesso.

Un compleanno in pellegrinaggio

A ottantatré anni, Al Bano sceglie la via più semplice: un viaggio a Lourdes, una candela accesa, gli affetti stretti. Chi lo conosce sa quanto conti la fede nella sua traiettoria. Secondo le cronache di questi giorni, l’artista ha festeggiato lì, in silenzio operativo, senza passerelle. Non esistono elenchi ufficiali degli invitati, ma il senso è chiaro: famiglia e gratitudine prima di tutto.

Nato nel 1943 a Cellino San Marco, Al Bano ha percorso sessant’anni di musica con una costanza quasi agricola. Parte da “Nel Sole” (1967), arriva al mondo con la coppia che ha segnato un’epoca, Romina Power, e incide brani che l’Italia sa a memoria: “Felicità” (secondo posto a Sanremo 1982), “Ci sarà” (vittoria nel 1984). Le stime più prudenti parlano di decine di milioni di dischi venduti nel mondo, con platee affezionate dall’Europa dell’Est all’America Latina. In mezzo, la sua tenuta in Puglia, il vino, la cura per la terra come controcanto alla ribalta.

Il pellegrinaggio di quest’anno cade nel tempo giusto. Gli ottantatré non sono un numero qualsiasi: sono l’età in cui si sceglie cosa tenere e cosa lasciare. E Al Bano, che spesso divide il pubblico tra chi lo vuole eterno con Romina e chi lo vuole semplicemente felice, dà l’idea di aver deciso.

Metà strada, poi la svolta. Il cantante rompe la compostezza e la mette giù netta: “Ho avuto il coraggio di rifarmi una vita, non vivo di vittimismo”. Non cerca l’applauso facile. Sembra piuttosto un promemoria, per sé e per noi: il passato si onora, il presente si abita.

La stoccata e il bisogno di andare avanti

La “stoccata” all’ex moglie non cancella la storia condivisa. La colloca. Il legame con Romina Power ha segnato un’epoca e un sentimento collettivo. Ma l’uomo dice altro: rivendica il diritto di scegliere il dopo. Dopo la separazione del 1999 (il divorzio sarà formalizzato anni più tardi), la vita lo ha portato accanto a Loredana Lecciso, con cui ha costruito una nuova famiglia nei primi Duemila. Non tutte le tappe sono lineari, e chi segue il costume italiano conosce il ping-pong di frecciate e riavvicinamenti. Qui, però, la musica cambia: niente nostalgie obbligate, niente ruoli scritti da altri.

C’è anche la misura dei fatti. Il cantante che ha attraversato Sanremo, tournée internazionali e ripartenze professionali molteplici, oggi pone l’accento su due parole chiave: coraggio e responsabilità. Coraggio di “rifarsi una vita”, responsabilità di non alimentare il vittimismo. È una posizione scomoda, perché toglie al pubblico la favola del ritorno eterno e offre, invece, l’immagine più adulta di un uomo che sostiene il peso delle scelte.

A Lourdes la scena è diversa: niente coreografie, ma passi lenti e sguardi bassi. Forse è da lì che nasce questa chiarezza. Quando il rumore si abbassa, quello che resta è ciò che conta davvero. Vale per chi sta sul palco e vale per chi legge.

E allora la domanda tocca tutti: quale pezzo di passato teniamo per scaldarci, e quale lasciamo andare per camminare più leggeri? In fondo, la vita nuova non si annuncia. Arriva come una fiamma piccola, in una sera di pellegrinaggio, e chiede soltanto di non spegnersi.

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