Abbonamento in palestra e troppe assenze: si ha diritto a un rimborso? Tutte le informazioni

Immagina di aver in corso un abbonamento in una palestra della tua città e non poter più frequentare per svariati motivi. Hai diritto a un rimborso? Scopriamolo

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Palestra – Foto da Pixabay

Non importa che tu sia un fanatico del fitness o un cliente di una palestra che frequenta saltuariamente con l’intento di mantenere una forma quantomeno accettabile.

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Immagina di aver stipulato un abbonamento e che, per svariati motivi che non dipendono necessariamente dalla tua volontà, tu sia impossibilitato ad andare presso il centro sportivo, accumulando più e più giorni di assenza. Le cause possono essere diverse: da una semplice influenza a un impegno di lavoro, passando (per esempio) per un infortunio più grave, un viaggio improvviso o addirittura un trasferimento in un’altra località. Dunque, hai diritto al rimborso di un’eventuale quota già pagata?

Palestra: hai diritto a un rimborso per un abbonamento non sfruttato per le troppe assenze?

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Palestra – Foto da Pixabay

L’abbonamento in palestra è in tutto e per tutto un contratto che viene stabilito tra il centro sportivo e il cliente. Come tutti i contratti, quindi, stabilisce obblighi e diritti per tutte le parti in gioco.

In questo caso, la palestra mette a disposizione attrezzatura, lezioni, istruttori, pulizia, manutenzione e quant’altro, il cliente è tenuto a versare una quota per usufruire dei servizi. Spetterà poi alla struttura scegliere se farla pagare in un’unica soluzione o tramite pagamenti mensili, bimestrali, trimestrali, ecc., tramite rateizzazione o attraverso una finanziaria.

La validità del contratto non è legata necessariamente al pagamento bensì al consenso espresso da entrambe le parti, si esso espresso in forma scritta che verbale. Come tutti i contratti, quindi, l’abbonamento in palestra è irrevocabile. Significa che non può essere modificato o sciolto a meno che non siano d’accordo tutte le parti in causa. Se il cliente non può più frequentare non ha dunque diritto a un rimborso. Non gli spetta nemmeno il recupero delle giornate perse.

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Tuttavia, l’art. 1256 del codice civile, stabilisce che il rimborso avviene quando la causa non è imputabile al debitore, quindi al cliente. Il contratto non è valido anche nel caso in cui non sia stato ancora eseguito, cioè se il cliente non ha fruito dell’abbonamento nemmeno per un giorno.