Regalare soldi ad amici e parenti: che cifra si può dare evitando notaio e comunicazione all’Agenzia delle Entrate?

L’arrivo del Natale comporta lo scambio di doni, si sa, ma ci sono delle soglie da rispettare per chiunque fosse a corto di idee e scegliesse di regalare del denaro: scopriamo cosa si può scrivere nella causale del bonifico senza correre il rischio di sanzioni e controlli.

regalare denaro amici e parenti senza notaio e dichiarazione agenzia delle entrate
(Pixabay)

Che siano donazioni, aiuti o scambi di doni natalizi, i bonifici, le transazioni o qualsiasi tipo di trasferimento di denaro verso amici e parenti possono comportare il rischio di sanzioni e controlli.
Anche il passaggio di denaro liquido può portare alle indagini da parte del Fisco. Per evitare questo, ci sono delle soglie da rispettare in modo da non incorrere in segnalazioni dell’Agenzia delle Entrate.

Con la modernità e la rapidità dei servizi a cui siamo abituati oggi, non è raro che si faccia ricorso a sistemi digitali per l’invio e la ricezione di denaro. Ma queste modalità, come assegni e bonifici bancari, sono strumenti tracciabili, dunque è necessario agire con prudenza per evitare i controlli fiscali.

Non saranno gli importi più modesti a scatenare le indagini: scopriamo effettivamente che cifra possiamo inviare ad amici e parenti.

Regalare denaro ad amici e parenti: la soglia da non superare per evitare i controlli del Fisco

Regalare soldi a natale soglia senza notaio e comunicazione agenzia delle entrate
Regalo Natale (Pixabay)

Il Fisco è sempre all’erta quando si tratta di scambi di denaro, transazioni e donazioni: potrebbero nascondere tentativi di evasione fiscale.
Per evitare di finire al centro del mirino e divenire un sospettato, basterà rispettare alcune norme che regolano i movimenti economici.

Leggi anche -> Tv su tablet e cellulari: la Rai farà pagare il Canone

Se l’importo in questione risulta elevato, occorrerà recarsi dal notaio con due testimoni. Non esiste ancora un limite preciso oltre il quale è prevista la firma di un atto pubblico, ma, in ogni caso, la somma dovrà essere proporzionata alla condizione economica di chi effettua il movimento.

Leggi anche -> Con la nuova riforma fiscale c’è poco da ridere: e il portafogli piange

In base a quanto dichiara il Decreto Legislativo 356/1990, viene imposto il 4% di tasse su importi superiori ad 1 milione di euro. In caso di acquisto di un bene come un’automobile o un gioiello, non si presenterà invece la necessità di redigere un atto pubblico in presenza di un notaio.