Denaro contante, quando si accende la spia delle Autorità: novità nel 2022

Versamento dei contanti, quando scatta la segnalazione all’Autorità antiriciclaggio? Le novità introdotte nel 2022 per scovare gli evasori.

Bancomat
(Peggy und Marco Lachmann-Anke – Pixabay)

Controllare l’utilizzo del contante, significa per lo Stato aumentare le chance di sventare il cosiddetto “nero” ossia il non dichiarato. Attraverso pagamenti tracciabili, infatti, è più agevole verificare la trasparenza delle operazioni. Ed è così che la soglia di utilizzo della moneta fisica si va sempre più abbassando. Con una nuova disposizione, in vigore da quest’anno, versare sul proprio contocorrente somme superiori a mille euro potrebbero far accendere una spia rossa all’Autorità antiriciclaggio.

Versamento contanti, quando scatta l’allarme all’Autorità antiriciclaggio: la legge

addio banconote euro
(Pixabay)

Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza, lavorano all’unisono al fine di scongiurare possibili evasioni da parte di qualche contribuente. Particolare attenzione viene riservata al denaro contante, e nello specifico a quello che viene versato sui conti, riporta Businessonline, più che alle somme prelevate. Questo perché potrebbe trattarsi di moneta proveniente da attività in nero e quindi elusivamente sottratte al sistema di tassazione.

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A partire da quest’anno effettuare versamenti maggiori di mille euro sul proprio contocorrente potrebbe far accendere la spia dell’Autorità antiriciclaggio. All’esito del controllo, qualora dovesse essere effettivamente rilevata una anomalia, il soggetto accertato potrebbe andare incontro ad una multa che varia dai mille ai 50mila euro. Il nuovo limite per l’utilizzo del contante è stato, infatti, fissato in 999,99 euro, una soglia ancor più bassa rispetto al passato.

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Pensare di effettuare più tranche per non sforare il tetto non è una soluzione. L’Autorità potrebbe andare a ricercare se questi pagamenti abbiano avuto una regolare cadenza così smantellando “l’intento elusivo”. Un assetto normativo rigido che ha quale unico obbiettivo quello di far rientrare nelle casse dello stato quei quasi 16 milioni di gettito che mancherebbero dal 2021 al 2023.

Ma come avvengono i controlli? Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza hanno accesso al sistema interbancario, una rete che consente di monitorare tutte le posizioni dei correntisti a prescindere che effettuino operazioni nella propria banca o meno.