Riforme, quelle su fisco e catasto non convincono la maggioranza

Le riforme del fisco e del catasto starebbero generando non poca agitazione nella maggioranza: quali sono i punti critici che non convincono.

Riforme catasto fisco non convincono maggioranza
Il premier Mario Draghi (Giuseppe Lami – Ansa)

Italiani sempre più sul chi va là quando si parla di riforme, in particolare di quelle relative a fisco e catasto. Un punto caldo su cui adesso si starebbe arrivando alla resa dei conti e che potrebbe portare Mario Draghi – dicono alcuni- a poter lasciare Palazzo Chigi per le troppe pressioni. La maggioranza, infatti, non sarebbe in linea con il pensiero del Premier il quale ora avrebbe raggiunto il limite di sopportazioni. Ma si tratta di voci di corridoio e come tali devono essere considerato. Il punto è un altro: cosa non convince di queste riforme? Quali sarebbero i punti critici?

Riforme, catasto e fisco: maggioranza frena il Premier Mario Draghi

Riforme catasto fisco non convincono maggioranza
Matteo Salvini (Angelo Carconi – Ansa)

Ci sarebbero tensioni fra la maggioranza per quanto riguarda le riforme del fisco e del catasto. Posizioni che colliderebbero con quelle del Premier tanto, pare, da aver insinuato il dubbio che Draghi possa ben presto lasciare la sua posizione di comando.

Primo tra tutti a non volersi piegare sulla delega fiscale, sarebbe Matteo Salvini. La richiesta della Lega, riporta la redazione di QuiFinanza, sarebbe una soltanto, non instituire nuove tasse per evitare di gravare ulteriormente sulle famiglie italiane già vessate dal caro prezzi.

Antonio Tajani, coordinatore di Forza Italia, avrebbe affermato di voler vedere questo Governo arrivare fino alla fine del mandato tuttavia alcune cose uscite dal Consiglio dei Ministri necessitano di un miglioramento. In particolare, la riforma sulla giustizia in merito alla quale Tajani chiede una fiducia. Soprattutto nella parte in cui viene prevista la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri.

Ma anche la riforma sul catasto starebbe rappresentando un momento di scontro. Sempre Salvini continua a sostenere che nessuno mai interferirà con le finanze degli italiani. Eppure l’operatività della modifica dovrebbe entrare in vigore a partire dal 2026. In sintesi, di tempo ne dovrà trascorrere ed anche tanto e quasi certamente le criticità di oggi rappresenteranno soltanto una pagina nera ormai alle spalle.