Pensione anticipata e assegni per chi ha questa patologia

Pensione anticipata e assegni se una commissione medica riconoscere una patologia che puà causare molti disturbi

Pensione anticipata patologia
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La madre di tutte le leggi in Italia che va a tutelare le persone che soffrono di invalidità (e soprattutto dà benefici ai familiari che se ne prendono cura), è la 104/1992. Permessi a lavoro, esenzioni sul bollo dell’auto e sconti sugli acquisti: in questo caso parliamo della detrazione del 19% e di una IVA agevolata al 4%.

Ci sono comunque casi dove il beneficio è anche basato sulla situazione del patrimonio come succede per la pensione di reversibilità. Ci sono quindi agevolazioni in considerazione di vari criteri, anche della stessa malattia, diversa per gravità.

È il caso di alcune patologie alla tiroide, ad esempio, perché un cattivo funzionamento della ghiandola può portare a vari disturbi. Se sono certificate da una apposita commissione medica chiamata a giudicare, l’Inps può riconoscere la pensione anticipata e degli assegni mensili se il soggetto rientra in determinate condizioni.

L’importo dell’assegno per i cittadini ai quali viene riconosciuta la patologia hanno diversi importi, variabile in base alla percentuale di invalidità riconosciuta.

Pensione anticipata e assegni per la tiroide malfunzionate: le basei economiche per ottenere il riconoscimento

La base è un’invalidità del 74% che ha un importo che da 291,95 euro può raggiungere i 523,82 euro nel caso in cui l’invalidità arrivasse al 100%.

Vengono riconosciute come invalidanti le conseguenze patologiche come l’ipertiroidismo e l’ipotiroidismo grave, gozzo, quando la tiroide viene o se sono presenti carcinomi. L’invalidità massima viene riconosciuta quando c’è drepanitocitosi o talassemia major. In questa caso oltre all’indennità per la sola tiroide, i soggetti possono fare richiesta anche dei benefici della 104/1992.

Abbiamo detto che ci sono delle regole ben precise che misurano la ricchezza della persone che presenta la domanda. Per quanto riguarda il reddito, il limite massimo corrisponde a 17.271,19 euro per chi viene riconosciuta una invalidità al 100%. È invece di 5.005,94 euro per l’invalidità che va dal 74% fino al 99% e parliamo comunque di persone che non hanno un lavoro.

L’assegno riconosciuto è oer 13 mensilità e i destinatari non dovranno attendere i 67 anni di età per la pensione. Bastano 30 anni di contributi e un’invalidità di almeno il 74% per avere accesso all’Ape sociale.