Bonus 200 euro, precari di scuola e agricoltura a bocca asciutta

Per combattere la grave crisi economica in corso il Governo Draghi ha introdotto il cosiddetto Bonus 200 euro. Ma alcune categorie di lavoratori ne restano clamorosamente escluse. Il motivo ed i possibili rimedi.

Bonus 200 Euro
Bonus 200 Euro (Foto Twitter)

La crisi economica, purtroppo non ciclica, in corso morde sempre più forte. Le speranze di ripresa, animate con il bel salto in avanti del Prodotto Interno Lordo del 2021, +6,6% si stanno infrangendo contro i danni derivanti dallo scoppio della guerra tra Russia ed Ucraina.

Danni che, ad oggi, oltre il drammatico tributo di vite umane ha generato l’aumento esponenziale dei prezzi delle materie prime in primo luogo quelle destinate alla produzione di energia.

Tutti elementi che pesano tanto, tantissimo, sulle tasche dei cittadini. Cittadini che vedono sempre più ridotto il proprio potere di acquisto. Per non tacere della fiammata dell’inflazione, un aumento che genera l’aumento dei prezzi al consumo ed il conseguente rischio di stagflazione. La somma dell’inflazione stessa e della stagnazione tanto temuta dagli economisti.

Per porre un minimo rimedio a questo stato di cose il Governo presieduto da Mario Draghi sta tentando, sostenuto da gran parte del Parlamento italiano, di mettere in opera tutta una serie di interventi di sostegno al reddito.

Vanno in questa direzione la riforma degli scaglioni IRPEF, l’introduzione dell’Assegno Unico Universale ed i vari Bonus, da quello bollette a quello precari atti a supportare le fasce meno abbienti della popolazione.

Bonus 200 Euro

Bracciante agricolo
Bracciante agricolo (Foto Twitter)

L’ultimo introdotto in ordine temporale è il cosiddetto Bonus 200 Euro. Ma di cosa si tratta? Si tratta del versamento di 200 euro nette nelle buste paga di lavoratori e pensionati con lo stipendio di giugno. La cifra viene erogata a tutti i titolari di busta paga sotto i 35.000 euro di reddito. I 200 euro vengono anticipati dai datori di lavoro che poi vengono ristorati. Direttamente o in forma di credito fiscale.

Una vera a propria una tantum per dare respiro ai conti delle famiglie. Ma il provvedimento al suo interno contiene una grave lacuna. Non tiene conto dei lavoratori precari ed in particolare quelli della scuola ed i braccianti agricoli.

Lavoratori che in genere terminano il loro periodo di attività proprio il 30 giugno e pertanto non percepiscono la busta paga il 27 luglio. Quella dove andranno inseriti i 200 Euro di Bonus. A sollevare la questione è stato il Segretario dell’Unione Italiana del Lavoro, la UIL, Stefano Mantegazza.

I sindacalisti ad un popolare sito dedicati ai temi della scuola ha lanciato un vero e proprio allarme: “La scelta è impraticabile – sottolinea Mantegazza – in particolare per i precari della scuola ed i 900.000 braccianti”. L’esponente della UIL propone al Governo Draghi di correggere il Decreto specificando che il Bonus venga erogato con la stessa modalità dei primi ristori Covid. La palla passa all’Esecutivo.