Telefonate moleste, stop da luglio: cosa cambia

Telefonate moleste in qualsiasi orario, call center che ci propongono offerte e servizi: ora possiamo difenderci

telefonate moleste
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Squilla il telefono, forse finalmente è quella chiamata che stiamo aspettando dopo aver inviato un curriculum oppure quacuno che conosciamo che è in difficoltà e ci chiama da un numero che non abbiamo in rubrica.

Appena rispondiamo capiamo che è la solita seccatura, qualcuno che ci offre servizi o nuove offerte. Non siamo interessati, salutiamo e riagganciamo, ma quando ciò succede tante volte ci stanchiamo eccome.

Ecco che ora possiamo difenderci e decidere o meno se ricevere queste telefonate. Dal 27 luglio parte il Registro Pubblico delle Opposizione, un elenco al quale sarà possibile iscriversi per non ricevere più le telefonate sgradite.

Ma cos’è nello specifico? Si tratta di un servizio a tutela del consumatore. Un elenco pubblico dove viene riportato il numero di chi non desidera essere telefonato. Non è però uno strumento che va contro il settore del telemarketing che nel nostro paese ha un giro di 4 miliardi di euro l’anno, ma anche a sua tutela, un modo per rendere quel mercato più trasparente e competitivo.

Stop alle telefonate moleste, come funziona il Registro

Si tratta di un abbonamento gratuito e si può sottoscrivere in quatto modalità: e-form sul sito, email, telefonata, posta certificata. La scelta avviene in pratica in base a dove non vogliamo ricevere le pubblicità, via telefono o in posta. Lo stesso operatore può aderire – ossia la persona fisica o giuridica che usa il telefono e la posta per vendere o fare ricerche di mercato – il quale è tenuto a registrarsi al sistema e comunicare quali sono i numeri di telefono che può utilizzare. Se chiamerà numeri inserito nel registro, può incorrere in sanzioni secondo il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati dell’UE – GDPR e del Codice della Privacy italiano.

Secondo Assocontact, in Italia si contano circa 1.400 aziende di call center per un giro di affari di circa 2,8 miliardi l’anno. Contando anche i call interni alle aziende, in tutto i lavoratori sono circa 120mila.

Proprio in vista del 27 luglio, secondo il Codacons le telefonate si stanno intensificando come era già avvenuto durante il periodo di maggiore espansione del virus con le persone costrette a stare in casa.