Bonus 200 euro ai domestici, pagano le famiglie? Nodo risolto

Bonus 200 euro, nella secoda versione spetta anche a colf e badanti ma era sorto il problema su chi dovesse pagare

bonus 200 euro
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Il bonus 200 euro per lavoratori dipendenti, pensionati e autonomi che hanno un reddito al di sotto dei 35mila euro all’anno, resta un cantiere aperto. Il tutto è infatti in via di definizione è già sono state apportate delle modifiche rispetto alla versione iniziale.

Quando il provvedimento era stato licenziato la prima volta dal Consiglio dei Ministri il 2 maggio scorso, non era previsto per i collaboratori domestici. Ciò è stato inserito nel nuovo CdM che si è tenuto il giorno 6. La novità è stata che i soldi sono previsti per i percettori del Reddito di Cittadinanza, decisione che ha creato qualche polemica.

Polemiche e domande, invece, per quanto riguarda i collaboratori domestici: in pratica, chi li paga? Perché per i pensionati l’Inps accrediterà direttamente la tantum sulla pensione, per i lavoratori dipendenti sarà anticipata dall’azienda con il datore di lavoro che è il sostituto d’imposta, e per i colf?

Bonus 200 euro ai domestici, le famiglie faranno richiesta

Il nodo sempre essere risolto. Le famiglie dovrebbero fare richiesta all’Inps così come era successo con il bonus Covid nel 2020, in questo modo non graverà sulle famiglie.

Ma un dubbio resta ancora, gli autonomi. Come prenderanno i soldi? Per loro si sa ancora meno ma dovrebbe essere costruito un apposito fondo. Per quanto riguarda i tempi, nei prossimi giorni il Decreto aiuti (la misura che prevede il bonus) dovrebbe andare in Gazzetta Ufficiale.

Già a giugno i pensionati che rientrano nella fascia di reddito dei 35mila, dovrebbero ricevere l’aggiunta sulla propria prestazione mentre per i lavoratori si dovrebbe andare a luglio. In tutto dovrebbero essere circa 30 milioni gli italiani interessati. La copertura sono i 6 miliardi di euro provenienti dal prelievo sugli extraprofitti.

Non mancano perà i malumuri verso la misura. Il bonus è stato pensato per far fronte agli aumenti dei prezzi che ci sono stati in particolar modo con l’inizio della guerra che la Russia ha mosso all’Ucraina ma secondo molti è un intervento quasi inutile.

Con la crisi che stiamo vivendo di certo 200 euro fanno comodo ma trattandosi di una tantum, soldi presi una sola volta, forse sarebbe stato meglio investire i 6 miliardi di euro in altro.