Leonardo, protesta dei lavoratori contro le chiusure dei siti

Leonardo, protesta dei lavoratori questa mattina a Roma per scongiurare la fine dell’attività di cinque diversi stabilimenti

Protesta lavoratori Leonardo
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Pomezia (Latina), Giugliano in Campania (Napoli), Pisa, Carsoli (L’Aquila) e Taranto. Sono queste le cinque sedi di Leonardo destinate alla chiusura secondo una scelta aziendale che Moreno Bartolomei, sindacalista della Usb Fiom di Pomezia, definisce ingiustificabile, sia dal punto di vista industriale ma anche per quel che sarebbe il risparmio economico.

Per quel che riguarda lo stabilimento di Pomezia, sostiene, ha sempre raggiunto gli obiettivi preposti dall’azienda, ha una storia sul territorio fin dagli anni Sessanta e durante i due anni di pandemia ha continuato a lavorare, senza chiudere neanche un giorno.

Per tali motivi questa mattina i lavoratori dei diversi siti sono scesi in piazza, dandosi appuntamento all’esterno della sede del Ministro dello Sviluppo Economico. Presenti anche i alcuni rappresentanti istituzionali come il sindaco della città laziale Adriano Zuccalà.

Solo a Pomezia sono 700 i dipendenti più altri 100 che lavorano nell’indotto (mensa, pulizie, ecc…) e la chiusura arriverebbe mentre è in programma un’espansione della spesa militare (settore di Leonardo) per rafforzzare le difese vista l’attuale crisi bellica in corso. Per oltre il 30% la partecipazione nell’azienda è dello Stato con il Ministero dell’Economia.

La protesta di oggi non è la prima e già nelle scorse settimane i lavoratori con bandiere e striscioni sono scesi in piazza. Ciò che per sindacati e lavoratori rende imcomprensibile la scelta è che l’azienda è in salute, in particolare la sede di Pomezia, che obiettivi raggiunti che vanno anche oltre il preventivato.

Leonardo, l’azienda tra le prime in Europa nel settore della difesa

Leonardo, terza impresa in Europa per grandezza nel settore della difesa e tredicesima nel mondo, dagli albori della Repubblica nel 1948 fino al 2016 si chiamava Finmeccanica, prima di cambiare denominazione in Leonardo-Finmeccanica e poi definitivamente solo Leonardo dal gennaio 2017. In essa sono confluite le attività di altre società precedentemente controllate come AgustaWestland, Alenia Aermacchi, Selex ES, OTO Melara e Wass.

Prorio l’assorbimento sono un’unica grande regia delle società controllate ha portato al cambio del nome e del logo, ispirandosi ovviamente al grande scieziato italiano Leonardo da Vinci.