Beni archeologici sequestrati, ritrovate oltre 100 monete dal mercato nero

Le forze dell’ordine sono riuscite a ripescare dei beni archeologici sequestrati dopo diversi illeciti da parte dei trafficanti di antichità.

Diverse monete antiche
Diverse monete antiche (Pixabay)

Beni archeologici sequestrati, è decisamente notevole il risultato che fa seguito ad una operazione messa a punto da parte delle forze dell’ordine. Il tutto è avvenuto in Italia centrale, con la zona interessata che si trova in Umbria e che ha avuto luogo nei giorni scorsi.

Si tratta di un qualcosa di  assolutamente rimarchevole, e che non succede certo tutti i giorni. I beni archeologici sequestrati includono decine e decine di pezzi costituiti da monete appartenente a culture e periodi storici diversi.

Si va dall’età antica fino al 1800 inoltrato. Autori di questa operazione che si è chiusa con svariati beni archeologici sequestrati sono i Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale dell’Umbria, i quali hanno affidato l’ingente bottino al Museo archeologico di Perugia dall’Autorità giudiziaria.

Beni archeologici sequestrati, cosa comprende la lista

Figurano, nel novero dei preziosi ritrovato a seguito di operazioni illecite, ben 109 monete realizzate in epoca ellenistica, romana sia del periodo della Repubblica che di quello imperiale, medievale e fino al XIX secolo.

Spiccano anche la presenza di un gettone di Norimberga del 1800 e quella che è una replica di una moneta romana del periodo dell’Impero, cosa che testimonia come sia attivo anche il mercato dei beni archeologici falsi. Ci sono anche delle monete bizantine, tra le quali alcune realizzate in Sicilia all’incirca mille e cinquecento anni fa.

E tanti altro esemplari pregiati, che sono stati sottratti da furti ed operazioni illecite. C’è tanto altro materiale confiscato che è finito con l’essere accolto dal Museo archeologico di Perugia. Ci sono reperti che sono anche di alcuni secoli precedenti alla nascita di Cristo.

Il mercato clandestino purtroppo è florido

Se da una parte questa è una bella notizia, fa da contraltare il fatto che si tratta comunque di materiale molto prezioso sottratto a chi ha messo su un giro illegale che va ad alimentare invece il mercato clandestino.

Esistono tanti altri reperti non noti e non tracciati che vengono venduti sottobanco a facoltosi collezionisti, i quali non si curano della provenienza di monete, vasellame, armi e quant’altro.