Due Isee nella stessa residenza: come dividere il nucleo familiare

Due Isee nella stessa residenza per fare diverse domande di bonus, è possibile farlo perché perfettamente legale: quali sono i requisti

(Vincenzo De Bernardo – Adobe Stock)

Quando si calcola l’Isee si presentano i redditi e i patrimoni delle persone che vivono sotto lo stesso tetto. I membri, divisi dalla voce padre, madre, e figli, formano un unico nucleo familiare.

Anche se ognuno di loro può fare una Dichiarazione dei Redditi a parte (se ad esempio il padre è pensionato e i figli lavorano e dunque non sono fiscalmente a carico dei genitori) siccome la residenza è la stessa deve essere unico anche l’Isee.

Chi fa un’affermazione del genere non dice qualcosa di sbagliato ma è vero anche il contrario. Esiste un modo – perfettamente legale – di fare due o più Isee anche se la residenza è la stessa.

Nella grande maggioranza dei casi le persone che vivono sotto lo stesso tetto formano una famiglia perché tra di loro c’è un legame affettivo. È così soprattutto nei piccoli centri ma nelle grandi città dove ci si trasferisce per lavoro o studio, è possibile che si crea la situazione della stessa residenza ma con più Isee.

Due Isee nella stessa residenza: si può anche dividere la famiglia originaria

È il caso degli studenti universitari. Quando un ragazzo o una ragazza si trasferisce in un’altra città per studiare, solitamente non prende casa da solo ma condivide l’appartamento con altri studenti. Lo fanno solo per condividere le spese, non c’è alcun legame affettivo tra loro e in questo caso, pure con la stessa residenza, non formano un nucleo familiare.

Non bisogna essere necessariamente studenti perché la condivisione delle case avviene anche con i lavoratori. Il vantaggio è dunque poter presentare più Isee e così ognuno può fare domande per sé per avere i benefici e dunque nel caso anche avanzare due domande per il Reddito di Cittadinanza.

È anche possibile scindere il nucleo familiare da quello originario. Basta rivolgersi all’Ufficio Anagrafe del Comune di residenza e chiedere la divisione dello stato di famiglia. Tutti i membri maggiorenni devono sottoscrivere un’autocertificazione dove dichiarano che non ci sono vincoli affettivi.

Attenzione però, se qualcuno possa pensare che questo sia un buono escamotage per otterene benefici fiscali si sbaglia perché le persone coinvolte possono rispondere del reato di falsa attestazione e quanto dichiarato può essere oggetto di accertamento. La decisione non può neanche essere soggetta a ripensamenti.