Bonus 200 euro per lo smartworking: a chi spetta e quando arriva

Ai lavoratori in smart working spetta il bonus di 200€? Il D.L. 55/2022 cosiddetto decreto Aiuti sul punto è chiaro.

Smart working previsto bonus 200 euro
(Eugenio Marongiu – Adobe Stock)

Il tanto atteso bonus di 200€ per pensionati, lavoratori dipendenti ed autonomi è in procinto di essere erogati. Pur essendo un contributo una tantum, ossia erogato una sola volta, e non di rilevante valore potrà comunque risultare utile. Un dubbio però sorge in merito a coloro i quali lavorano in smart working. Spetta oppure no? Per rispondere a tale quesito è necessario consultare il testo di legge con il quale il bonus è stato introdotto, ossia il D.L. 55/2022 cosiddetto decreto Aiuti.

Smart working, cosa prevede il c.d. decreto Aiuti per i lavoratori in relazione al bonus 200€

Smart working previsto bonus 200 euro
(Gina Sanders – Adobe Stock)

A poter usufruire del c.d. Bonus da 200€ previsto nel decreto aiuti un numero ampio di soggetti: dai pensionati ai lavoratori dipendenti per poi passare agli autonomi.

Un sussidio che seppur erogato una volta sola potrebbe aiutare ad alleggerire le spese dei beneficiari. Secondo le stime, peraltro l’accredito dovrebbe anche essere imminente: si parla di luglio 2022.

Il dubbio però sorge in ordine alla figura di chi lavora in smart working. Spetta anche a loro oppure sono esclusi dalla lista? Prendendo in considerazione il testo di legge con il quale il bonus è stato introdotto (il D.L. 55/2022 cosiddetto decreto Aiuti) – riporta la redazione di Investire Oggi– emerge che l’accredito avverrà per pensionati, autonomi, dipendenti e lavoratori domestici, per disoccupati dal mese di giugno, per lavoratori con CoCoCo, percettori nel 2022 dell’indennità di disoccupazione agricola, incaricati alle vendite a domicilio, chi ha già ricevuto Aiuti Covid e percettori di Reddito di Cittadinanza. Alla lista si aggiungono anche coloro i quali non posseggono partita Iva.

Considerata l’ampia platea, per i colleghi di Investire Oggi non ci sarebbe alcun dubbio rispetto alla certezza che a percepirlo saranno anche i lavoratori in smart working. Questo perché l’incentivo nasce con lo scopo di sgravare seppur poco i lavoratori dell’aumento dei prezzi dell’energia.

Escluderli, peraltro, significherebbe altresì tagliare fuori circa 4,5 milioni di lavoratori (questo il numero ad oggi di soggetti attivi da remoto). Senza considerare inoltre che lo status è stato prorogato fino al 31 agosto 2022.

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