Anche ai docenti precari spetta il bonus: arriva la sentenza

Docenti precari senza i 500 euro previsti solo per i colleghi di ruolo. Interviene la Corte di Giustizia Europea

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Sono stati in cinquemila a ricorrere presso la Corte di Giustizia Europea che ha sede in Lussemburgo e i giudici continentali hanno stabilito che la ragione è dalla loro parte. Il bonus Carta docenti di 500 euro non spetta solo agli insegnanti di ruolo, dunque a quelli che hanno un contratto a tempo indeterminato, ma anche ai precari che ogni anno (se va bene) lavorano con le supplenze.

Secondo il verdetto c’è una discriminazione nell’elargizione. I precari non solo hanno diritto al bonus ma dovranno ricevere anche gli arretrati fino a un massimo di 5 anni. Ovviamente a questo punto si pone un problema non da poco: da dove attingere per poter dare l’agevolazione a tutti?

Docenti precari, sì alla Carta docenti: con quali soldi?

Vediamo cos’è e cosa prevede il bonus Carta docenti. È stato istitutito con la legge 107 del 13 luglio 2016 (la cosiddetta norma Buona Scuola) e lo prevede in particolare l’art. 1 comma 121. L’obiettivo è favorire l’aggiornamento professionale del corpo insegnanti della scuola.

Con quei soldi infatti si possono acquistare libri che servono per restare aggiornati (sia cartacei che digitali con gli e-book) ma anche tablet e computer per partecipare alle iniziative in streaming a agli eventi culturali come cinema e teatro e iniziative in linea con l’offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione.

Non mancano gli insegnanti che nonostante gli anni di servizio alle spalle vogliono ancora studiare e pertanto si iscrivono ad corsi di laurea. Anche in questo caso è possibile usare la somma messa a disposizione dalla Carta docenti.

A rivolgersi alla Corte di Giustizia europea è stata dell’avvocata Patrizia Baici ma la causa è stata portata avanti dall’ANief, Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori, un sindacato nato a Palermo che fin dall’approvazione della legge voluta dall’allora premier Matteo Renzi si è battuta affinché il bonus fosse esteso a tutti gli insegnanti.

Essendo numericamente in maggioranza, la decisione che arriva dall’Europa apre uno squarcio perché dà l’accesso al bonus a tantissimi insegnati finora esclusi. Il problema principale, come detto, è quello del reperimento dei fondi.