Caro carburante, la proposta: “Incentivare lo smart-working”

Un’idea contro il caro carburante che sta appesantendo le tasche degli automobilisti. L’invito avanzato dal Parlamento

Caro benzina
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Sembrava che la situazione si fosse attenuata ma nell’ultima settimana è riesplosa di nuovo. Fare rifornimento costa di nuovo più di 1,8 euro a litro ma questa volta sembra esserci meno attenzione mediatica.

La soglia dei 2 euro a litro è un timore concreto, di nuovo, dopo che a marzo era stato sforato. Usare l’auto per portare i figli a scuola o per qualsiasi altro motivo è indispensabile, soprattutto se si tratta di lavoro. Proprio questo tema è al centro della proposta che arriva dai deputati di Fratelli d’Italia Massimiliano De Toma, membro della Commissione Attività produttive, e Walter Rizzetto della Commissione Lavoro pubblico e privato.

“Sono in atto forti speculazioni che non si è stati in grado di fermare” hanno dichiarato i due parlamentari in un nota. Una prima misura, sostengono, deve riguardare innanzitutto i dipendenti pubblici e privati e chedono ai ministri Brunetta ed Orlando (Pubblica amministrazione e Lavoro) di trovare subito misure concrete per la riduzione al minimo degli spostameti dalla casa al luogo di lavoro. Un modo potrebbe essere una totale liberalizzazione dello smart working.

Caro carburante, l’obiettivo della proposta

Un dobbio beneficio, per le famiglie dei lavoratori dipendenti e per gli uffici stessi. Così si abbattono i costi del carburante che ogni giorno il lavoratore deve affrontare ma anche quelli energetici per l’ufficio che risparmia sulla gestione e la climatizzazione.

Un tema quello della climatizzazione degli uffici che con l’aumento delle temperature e dei prezzi energetici torna ad occupare le pagine della politica. Con il caro-vita le bollette elettriche sono un grande problema per le famiglia a basso e medio reddito che il governo vuoe fronteggiare con il bonus 200 euro. L’aiuto sarà erogato a sulla busta paga di luglio ai dipendenti che hanno un reddito inferiore a 35mila euro l’anno e ai pensionati.

Previsto anche per i percettori del Reddito di Cittadinanza, dell’assegno di disoccupazione e per i collaboratori domestici (in questo ultimo caso è necesssaria la domanda presso i Caf). Restano in attesa gli autonomi e i liberi professionisti per i quali dovrà essere istituito un fondo.