Bonus 200 euro senza domanda, ma una dichiarazione è necessaria

Bonus 200 euro ai lavoratori dipendenti in busta paga a luglio: non bisogna fare domanda ma una formalità va rispettata

Bonus 200 euro
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È da un mese che si parla del Bonus 200 euro, da quando il governo il 2 maggio ha approvato il Decreto aiuti che prevede la misura. Nel corso del mese di maggio ci sono state delle modifiche. Tra l’altro, è stato stabilito che anche altre categorie di lavoratori hanno diritto all’agevolazione, dai percettori del Reddito di Cittadinanza ai collaboratori domestici.

La condizione principale per entrare a far parte della lista dei beneficiari (oltre 30 milioni di cittadini) è che il reddito non deve essere superiore ai 35mila euro all’anno. Chi riceverà una tantum da 200 euro, non dovrà fare alcun tipo di domanda, tranne i collaboratori domestici che dovranno rivolgersi ai Caf.

I lavoratori si troveranno il bonus direttamente in busta paga e i pensionati sul cedolino. Ciò è possibile perché sia i datori di lavoro che l’Inps, fungono da sostituti d’imposta. Dunque nessuna domanda ma alcuni lavoratori, però, per ricevere il bonus qualcosa lo devono fare.

Bonus 200 euro, i lavoratori devo presentare un’autodichiarazione

Il lavoratore dipendente deve presentare una dichiarazione preventiva al datore di lavoro. Siccome quest’ultimo, come detto, funge da sostituto d’imposta, deve acquisire un’autodichiarazione dal lavoratori che escluda l’accesso allo stesso beneficio. È stato pensato in particolare per chi è titolare in qualche forma di pensioni o di assegno sociale, invalidità civile, di ciechi e sordomuti o per chi beneficia del Reddito di Cittadinanza. Non ci sono al momento però indicazioni certe su come fare, se sarà messo a disposizione un modello.

Inoltre per i lavoratori dipendenti il requisito non è solo reddituale, ma anche contributivo. La misura utile a combattere il caro-vita si applica a condizione che la retribuzione imponibile. Questa è parametrata su base mensile per tredici mensilità, non abbia come importo mensile 2.692 euro, ma non solo.

È anche indispensabile che ci sia l’esonero sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore di 0,8 punti percentuali nel primo quadrimestre 2022. Quindi bisogna anche controllare le prime quattro buste paghe del 2022. Clicca qui per l’articolo di approfondimento.

Per molti sono una benedizione i 200 euro, ma comunque non sono mancate le critiche. Innanzitutto, trattandosi di una tantum – dunque di un aiuto elargito una volta sola – molti hanno pensato che tutti questi soldi potevano essere utilizzati per aiutare in altro modo, secondo non è piaciuto il paramento del reddito di 35mila euro. Bisogna usare quello dell’Isee come l’Assegno Unico, sostengono, perché più equo.