Truffa ex compagni di scuola per 230mila euro: condannato

Truffa ad amici e conoscenti inventando attività immobiliari. Condannato alla pena detentiva e a restituire i soldi

Truffa
Liceo Carducci di Milano (AnsaFoto)

Era stato uno dei tanti diplomati al Liceo Carducci negli anni ’80, quando Milano era la capitale italiana della movida. Matteo Orrù, oggi 51enne, con quella parte “bene” della città ha mantenuto sempre i contatti, soprattutto con i suoi ex compagni.

È diventato un imprenditore molto attivo nell’ambito immobiliare. Un settore fruttuoso stando quanto ha raccontato agli ex studenti e amici ai quali ha proposto degli affari.

Ha promesso lauti guadagni entrando in alcune attività e invece sono arrivate le denuncia e infine una condanna a 3 anni e 4 mesi per truffa.

Come riporta il Corriere della Sera, oltre alla pena detentiva Orrù è stato condannato a restiture una grossa somma di denaro a cinque parti offese. In totale sono 230mila euro.

Siccome sono coinvolti come vittime personalità di elevata posizione economica, non è escluso che qualcuno, per riservatezza, non abbia denunciato.

Truffa ex compagni di scuola per attività mai esistite

Alcuni hanno raccontato alle forze dell’ordine gli episodi della truffa, riportati dai giornali. Un ex compagno di classe nel giugno 2017 gli ha versato 50mila euro per un immobile di via De Amicis. Il progetto prevedeva la ristrutturazione, il frazionamento e la vendita del bene con grossi guadagni.

Poi il versamento di altri soldi con tanti di incontro negli uffici di Orrù a Milano 2. Un’ottima impressione, grande fiducia in quello che era stato un vecchio compagno con il quale non aveva mai rotto i rapporti.

I problemi sono iniziati quando chi ha partecipato alle imprese economiche ha cominicato a chiedere dei tornaconti e a quel punto ecco le scuse e le false promesse. Tra un rinvio e un altro i soldi non sono mai arrivati. Chi ha raccontato dell’incontro di cinque anni fa ha perso 70mila euro.

Già nel 2014 aveva cominciato a “coivolgere” amici e conoscenti nelle proprie avventure finanziarie. Quando spiegava i propri progetti inseriva anche storie fantasiose.

Ma il vero motivo per cui riusciva a farsi affidare i soldi, oltre che alla dialettica del perfetto imprenditore, era la fiducia che tutte le vittime avevano riposto in lui.