Bonus matrimonio per combattere la crisi: come funziona

Bonus matrimonio dopo il periodo nero legato alla pandemia: chi può usufruirne e cosa bigona fare per ottenerlo

Bonus matrimonio
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L’estate significa anche cerimonie religiose e in particolare i matrimoni. Molti hanno dovuto rinviare le nozze a causa delle restrizioni Covid. Nel corso dello scorso anno molte celebrazioni sono state recuperante e così sarà ancora per l’estate 2022.

A essere penalizzato è stato soprattutto il settore, anzi, i settori. Nel mega mondo dei matrimoni lavorano moltissime attività che ruotano tutte intorno a quel giono speciale. Ci sono i fiorai, i musicisti, gli operatori di bellezza (estesiste e parrucchieri), i fotografi e tanti altri.

Nell’ultimo decennio nel nostro paese sono cresciute molto le azienda di wedding-planner. Sono queste realtà, con altre, che possono chiedere il Bonus matrimonio 2022. Riguarda tutte le aziende operanti nel settore dei matrimoni quindi anche chi organizza feste e cerimonie (diverse da wedding-planner) e HO.RE.CA., ossia Hotellerie, restaurant e catering).

Bonus matrimonio: requisti e scadenze

Il tempo per poter effettuare le domande sta per scadere poiché il termine ultimo è fissato al 23 Giugno 2022. Si tratta di un contributo a fondo perduto e il fondo è di 60 milioni di euro. Di questi, 40 milioni sono esclusivamente destinati al settore wedding che avrà quindi la fetta più grossa mentre i restanti saranno suddivisi tra le altre categorie. In realtà la somma totale del fondo è di 100 milioni perché il decreto Sostegni ha erogato altri 40 milioni ma ancora non sono sbloccati.

Vediamo ora quali sono i requisiti che le imprese appartenenti a quelle categorie devono rispettare per poter accedere al fondo.

Ovviamente non basta operare solo nei settori di appartenenza ma bisogna anche rispettare dei requisiti ben precisi. Le aziende devono necessariamente essere costituite, iscritte e attive nel Registro delle imprese alla data di presentazione dell’istanza e la sede operativa deve essere in Italia avere sede legale operativa in Italia. Il decreto interministeriale del 30 dicembre 2021 ha inoltre indicato quali devono essere i codici Ateco di appartenenza.

Altro requisito è aver subito nel 2020 una riduzione dei ricavi non inferiore al 30% rispetto a quelli registrati nel 2019 e aver registrato un peggioramento del risultato di esercizio dell’anno 2020 di almeno il 30% sempre confrontati con i numeri dell’anno precedente.