Pellet, prezzi saliti alle stelle. Spiegato il motivo per cui molto presto sarà introvabile

Pellet, il materiale combustibile ricavato dagli scarti di lavorazione del legno, ha subito dei rincari spaventosi. Molto presto sarà difficilissimo farne delle scorte. Spiegato il motivo

Pellet rincari
Pellet (Pixabay)

Gli scarti della lavorazione del legno come la piallatura, segatura, schegge e/o ritagli vari,  vanno a comporre quello che comunemente è noto come pellet, materiale combustibile che si presenta sotto forma di cilindretti di legname pressato.

É utilizzato principalmente per stufe di ultima generazione, apportando beneficio a livello  ecologico, energetico e di gestione dell’impianto di riscaldamento. Se, dunque, non siete in possesso di stufe tradizionali e non vi allarmava più di tanto il rincaro sui costi del gas, abbiamo una brutta notizia per voi. Infatti, anche i prezzi del pellet sono saliti alle stelle e la motivazione è abbastanza scontata durante questi ultimi quattro mesi dell’anno 2022.

Pellet, cosa c’è dietro i rincari paurosi sul combustibile derivato dal legno

LE NOTIZIE IMPORTANTI DA NON PERDERE OGGI:

I cittadini europei e non solo hanno subito stangate pesanti dovute alle ripercussioni del conflitto esploso tra Russia e Ucraina alla fine dello scorso febbraio.

Questi due paesi producono da soli fino al 30% del grano mondiale. Questo significa che pane, pasta, biscotti e tutti i derivati simili hanno raggiunto costi improponibili. Stessa situazione per quanto riguarda l’olio di semi di girasole, essenziale in diversi settori produttivi; in Russia e Ucraina ne viene realizzato l’80% a livello globale.

Il carburante è diventato “intoccabile”: un litro di benzina costa 2,072 euro (in modalità  “servito” sale a 2,204 euro) mentre il diesel costa 2,030 e al servito 2,166.

Cosa c’entra il pellet? Ebbene, anche questo materiale è legato ai paesi coinvolti nella guerra. Se avete fatto scorta nei mesi passati, buon per voi. Oggi il prezzo è addirittura raddoppiato rispetto allo scorso anno.

L’Italia è il maggior consumatore europeo per uso residenziale, con un’importazione dell’estero di pellet del 90%. I fornitori principali sono Slovacchia, Repubblica Ceca, Austria e Croazia ma indovinate da dove provengono gli scarti della lavorazione? Dalla Russia.

Come conseguenza dei rincari sui costi del gas è aumentata, inoltre, proprio la domanda per il pellet. Considerando il già citato aumento dei costi del carburante e, quindi, del trasporto ecco come il prezzo finale sia divenuto esorbitante.

Parliamo di cifre. Al Nord i sacchetti da 15 chili hanno un costo variabile di 4,94 euro fino a 8,88; al Sud e al Centro è più economico ma nelle isole si arriva fino a 9,52 euro a sacchetto.

BONIFICO BANCARIO CONSIGLIA… COME RICONOSCERE UN VINILE O UNA VHS RARI