Tifoso morto in un incidente e l’avvocato truffa i genitori

Avvenimento tragico aggravato dal comportamento dell’avvocato: un tifoso muore in un incidente stradale e il legale truffa la sua famiglia. E’ accaduto a Salerno, vediamo maggiori dettagli. 

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(Pixabay)

Tra Salerno, il Lazio e l’Abruzzo, i carabinieri hanno seguito 38 casi per traffico di droga, armi e truffe. Tra quest’ultime ci sarebbe il caso di un avvocato di Salerno che avrebbe derubato i genitori di un tifoso morto.

Le 38 misure cautelari comprendono anche quelle imposte dal Comando Provinciale di Salerno al legale accusato di aver fatto entrare droga nel carcere di Bellizzi e aver derubato con un capo ultras i genitori di un ragazzo di appena vent’anni, morto in un incidente stradale. I due uomini si sarebbero fatti pagare 160 mila euro di risarcimento dalla famiglia.

Tra Salerno, Avellino, Frosinone, Caserta e Chieti i Carabinieri avrebbero messo in carcere 13 persone, 22 agli arresti domiciliari e imposto 3 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Si aggiunge il sequestro di 74 mila euro di beni a carico di un bar e di una società di servizi. Gli indagati hanno ricevuto le accuse di estorsione e lesioni personali aggravati per scopo mafioso, detenzione di armi, spaccio di sostanze stupefacenti, riciclaggio di denaro e truffe.

I Carabinieri di Salerno hanno dato il via alle indagini ad aprile 2019, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia. Sono già stati sequestrati più di 28 kg di droga.

Indagato avvocato per truffa ai genitori di un ragazzo morto in un incidente stradale

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(Pixabay)

I Carabinieri hanno ricostruito un’attività di spaccio nel carcere di Bellizzi, ad Avellino. Due detenuti responsabili del circolo di sostanze stupefacenti erano riusciti a farle entrare grazie all’aiuto di alcuni familiari e del loro avvocato.

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Lo stesso avvocato, oggi in misura cautelare, pare abbia truffato la famiglia di un ventenne deceduto in un incidente stradale, in compagnia di un capo ultras e di un altro indagato. I soldi ricevuti dai genitori della vittima sarebbero stati divisi tra i tre.

Il capo ultras avrebbe convinto i genitori del ragazzo a fare affidamento all’avvocato. Quest’ultimo ha falsificato i documenti relativi alle spese sostenute per funerale e consulenze varie, aggiungendo infine gli oneri che gli spettavano per il lavoro. Si è fatto consegnare i 160 mila euro liquidati dall’assicurazione.
L’accusa nei suoi confronti è dunque aggravata dall’essersi approfittato di una “condizione di minorata difesa delle vittime, dovuta allo stato di sofferenza psicologica derivante dalla morte del figlio“.

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La somma intascata sembrerebbe essere stata riciclata attraverso una finta fattura da 43.310 euro emessa dalla società di consulenza di proprietà della moglie e di uno degli indagati.
La consorte dell’avvocato ha anche incassato indebitamente dei fondi che lo Stato aveva messo a disposizione per le imprese colpite dal Covid-19. Attraverso false dichiarazioni avrebbe ottenuto 30.856 euro: nei suoi confronti è scattata l’accusa di indebita percezione di fondi pubblici.