Fare la spesa: in una grande città italiana costa la metà che altrove

La spesa in un importante centro italiano costa molto rispetto rispetto a realtà che sono anche più piccole

Spesa
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L’inflazione e il carovita stanno investendo tutti. In ogni settore e in tutte le città, comprare qualsiasi cosa costa molto di più. Lo dicono i dati ma soprattutto lo dicono i fatti. Non c’è neanche bisogno dei numeri dell’Istat o delle varie associazioni che misurano i prezzi.

Queste organizzazioni possono solo confermare ciò che si vede tutti i giorni nel negozietto sotto casa o al supermercato. Con l’aumento dei prezzi delle materie energetiche, tutto costa di più. Maggiori sono i costi per produrre e pre trasportare la marce e ovviamente è il consumatore sul quale si riversa il peso maggiore.

Spesa in Italia, la classifica dei costi

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Un’indagine condotta dal Codacons ha mostrato quali sono le città dove si spende di meno per prodotti e servizi. La classifica è infatti dettagliata, perà in un luogo dove tale prodotto costa meno, ne ha un altro il cui prezzo a paragone di altre realtà è molto più alto.

Per fare un esempio tra i tanti, Roma è conveniente per un cappuccino mentre è a Pescara che c’è il miglior prezzo per comprare un petto di pollo.

Milano è la città italiana dove la spesa alimentare costa di più che in qualsiasi altro posto. 17,7% è il costo maggiore in più rispetto alla media nazionale. Nel capoluogo lombardo il salmone è proibitivo poiché tocca quasi 30 euro al chilo.

Dopo Milano la seconda città più cara è Aosta. Ipoteticamente una spesa con frutta, carne pane e pesce costa 110 euro. Terzo posto appaiate per Genova e Trieste, con uno scontrino di 107 euro.

Scendendo più nei dettagli, chi porta lavare e stirare un abito in tintoria a Torino spendono meno di tutti, in media 8,43 euro. Oltre alla cura dei vestiti c’è quella della persone e chi non sborsa molto per tagliare i capelli sono i residenti maschi di Catanzaro: media di 15 euro contro i 26 di Trieste.

Dove si spende di meno

A propostito di capelli, ogni donna spende in media 11,8 euro a Napoli e ben 27,2 euro a Bari. La grande città partenopea, infatti, risulta essere la più economica della classifica.

Gli stessi acquisti presi ad esempio per Aosta, a Napoli si spendono 75 euro in media. In generale le città del Mezzogiorno risultano essere le più convenienti sui prezzi al dettaglio. La forbice però è destinata a ridursi visto che in tre grandi province siciliane, Catania, Palermo e Messina, hanno registrato un maggiore rialzo annuo dei prezzi rispettivamente +9,9%, +9,8% e +9%. La media nazionale è invece a 7,9%.