Bonus 150 Euro: chi deve fare l’autodichiarazione

Il bonus da 150 euro è destinato a tutti i lavoratori dipendenti e autonomi. Per molti il versamento è automatico, per altri serve un’autodichiarazione.

Bonus 150 euro chi deve fare autodichiarazione
(Foto Canva)

Dopo lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina, l’Europa e in particolare l’Italia hanno dovuto affrontare una grave crisi economica. Non solo il caro-bollette, ma anche la crisi energetica e il generale aumento dei costi della vita hanno messo a dura prova le famiglie italiane. In questo senso il governo ha dunque deciso di intervenire con piani di aiuti di emergenza, spesso tramite il versamento di bonus una tantum pensati per alleggerire le spese mensili degli Italiani.

Con il Decreto aiuti bis e ter, che si è avvalso di molti fondi europei e nazionali, prima il Governo Draghi e ora quello capitanato da Giorgia Meloni sta distribuendo indennizzi economici a tutti gli aventi diritto. Nel mese di novembre, ad esempio, è previsto il versamento di un bonus da 150 euro, che fa seguito a quello da 200 euro arrivato a luglio.

Con l’autodichiarazione si attestano le modalità per ricevere il bonus da 150 euro

LE NOTIZIE IMPORTANTI DA NON PERDERE OGGI:

Tale bonus da 150 euro è destinato a tutti i lavoratori dipendenti e autonomi e ai pensionati. Mentre per i pensionati e i dipendenti il versamento del bonus è automatico, per gli autonomi esiste la necessità di presentare una domanda. Per avere accesso al bonus, infatti, è previsto un tetto di reddito per l’anno 2021 pari a 20mila euro.

Dei circa 22 milioni di Italiani che avranno accesso al bonus fanno parte anche i lavoratori autonomi con Partita Iva e i co.co.co. E sono proprio queste ultime due le categorie che dovranno presentare domanda di bonus. Per quanto riguarda le autodichiarazioni, invece, esse dovranno essere presentate da tutti i lavoratori dipendenti che operano nel privato.

Tale autodichiarazione servirà a provare che il trattamento di 150 euro è stato ricevuto solo secondo le modalità previste (cioè il pagamento tramite busta paga) e non in altra maniera. Ad esempio come trattamento pensionistico, assegno sociale o insieme al Reddito di cittadinanza.