Cedolino pensione INPS: come cambia a gennaio 2023

Cedolino pensione INPS, tra poco i titolari potranno confrontarlo con quello dei mesi passati e controllare le novità

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Sia per pensionati Inps che per gli Ex Inpdap a breve sarà disponibile il cedolino della pensione di gennaio 2023. In questo modo si potrà vedere ogni dettaglio dell’indennità, gli aumenti previsti con la rivalutazione e altre voci.

Ma come si visualizza questo importante documento e come si consulta l’area riservata del sito dell’Inps? Per molti titolare è importante vedere prima a quanto ammonterà il versamento mensile e anche stamparlo, in modo da poter paragonare con quello degli altri mesi.

Cedolino pensione INPS: come visualizzarlo

Innanzitutto bisogna collegarsi al sito dell’Istituto di Previdenza www.inps.it e scrivere nella barra di ricerca cedolino della pensione.

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Bisogna poi cliccare sulla voce Servizio: Cedolino di pensione e servizi collegati e successivamente su Accedi. A questo punto di aprirà una schermata dove inserire il codice fiscale, lo Spid o la carta nazionale dei servizi oppure, ancora, la carta di identità elettronica.

A questo punto non resta che cliccare su Vuoi visualizzare il cedolino in Verifica Pagamenti e dunque finalmente poter vedere nei dettagli le voci del documento.

Se si cliccando sulla rata numero 1 si avrà la possibilità di visualizzare le voci che costituiscono il prospetto di pensione della prima mensilità dell’anno con i tanti attesi aumenti della Rivalutazioni Inps per gli assegni pensionistici.

Ma come saranno calcolati gli aumenti? Per le pensioni complessivamente pari o inferiori a quattro volte (2.102 euro circa) il trattamento minimo Inps (dunque 2.102 euro circa) la rivalutazione sarà al 100% che secondo un decreto di novembre scorso è pari al 7,3%.

Per quelli complessivamente superiori a quattro volte (2.102 euro circa) saranno all’80% (5,6%) mentre per quelli pari o inferiori a cinque volte il trattamento minimo (2.627 euro circa).

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Aumenti che in questo periodo di forte inflazione non possono che far piacere anche se in alcuni casi sono davvero minimi e non bastano. Chi ci guadagna sono i pensionati che hanno un’indennità alta. Le percentuali infatti hanno una grande fascia che coinvolgono persone con reddito molto diverso. Insomma, più alto è l’assegno e maggiore sarà la rivalutazione.