Pensioni e stipendi manovra Meloni: novità 1 gennaio 2023

Pensioni e stipendi cambiano con l’inizio del nuovo anno: cosa ci sarà di nuovo cui cedolini e nelle buste paga

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L’approvazione della Legge di Bilancio del 29 dicembre è avvenuta senza alcuna particolare modifica rispetto al via libera dato dalla Camera dei Deputati una settimana prima.

Vale circa 35 miliardi di cui 21 sono stati utilizzati per promulgare le norme contro il caro-vita. Questa parte è finanziata in deficit dunque che va a pesare sul debito pubblico. L’altra parte – come sempre in questi casi – o tagliando la spesa o aumentando le tasse.

Pensioni e stipendi: cosa cambia da oggi

Ma cosa succede nell’economia reale di tutti i giorni? Dal taglio al cuneo fiscale che ha un effetto sugli stipendi alle pensioni, vediamo cosa cambia. Il taglio del cuneo (la differenza tra lo stipendio lordo e quello che in effetti si trova nettamente il lavoratore in busta paga) è del 3%. È pari invece al 2% (come già previsto per il 2022) per gli stipendi di massimo 35mila euro annui, dunque 2.692 euro al mese. Secondo il Sole24ore i lavoratori guaderanno fino a 25mila euro lordi. Il risparmio è di circa 41 euro al mese.

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Per quanto riguarda le pensioni, superata Quota 102, è stata introdotta Quota 103. È una misura temporanea, utile per evitare il ritorno della riforma Fornero. Il governo vuole infatti creare una legge più strutturale. Quest’anno comunque per lasciare il lavoro sono necessari 61 anni d’età e 41 di contributi.

Il Sottosegretario all’Economia Federico Freni in un’intervista a Il Messaggero ha affermato che c’è l’idea di creare un solo requisito per andare in pensione. L’intenzione è di non dover più considerare l’età anagrafica e gli anni dei contributi ma solo il secondo fattore, con 41 anni.

Con la manovra economica ora in vigore, le pensioni minime pari a 525,38 degli over 75 saliranno a 600 euro al mese. La rivalutazione maggiorata, inoltre, porterà la minime che non riguardano questi titolari ad aumentare fino a 570 euro.

Novità anche per flat tax, assegno unico e congedo parentale. Introdotta la flat tax incrementale per il solo 2023, con aliquota proporzionale del 15%. Potranno beneficiare imprenditori e professionisti che fatturano fino a 40mila euro.

Per l’assegno unico gli stanziamenti passano da 7 a 9 milioni di euro e dunque i versamenti a favore delle famiglie saranno maggiori. La maggiorazione forfettaria già prevista per i nuclei familiari con 4 o più figli aumenterà per ogni famiglia del 50%.

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Il congedo parentale è esteso per entrambi i genitori: un mese in più, di cui usufruire entro il sesto anno di vita del figlio. La retribuzione dello stipendio è dell’80% e non il 30%.