Rottamazione cartelle al 5%. Cosa devi sapere

Rottamazione cartelle al 5%, un’opportunità offerta dalla legge che può essere sfruttata dai cittadini che hanno debiti con il Fisco

Cartelle esattoriali BonificoBancario 20221230
Cartelle esattoriali (Foto AdobeStock) – BonificoBancario.it

Con la Legge di Bilancio approvata dal Parlamento il governo Meloni introduce una pace fiscale. È fatta di rottamazione e stralcio delle cartelle esattoriali e cancellazione d’ufficio.

Una sanatoria invocata da tempo dal centrodestra che attira tutte le critiche del caso e tanto piace a chi negli ultimi anni non ha pagato le tasse, per necessità legata aLla crisi economica o per provare a fare il furbetto.

Approfondiamo un tema in particolare, quello delle liti pendenti della sanatoria delle cartelle. Un argomento particolare che non suscita molto interesse.

Solitamente si parla della rottamazione quater e la cancellazione d’ufficio delle cartelle esattoriali in modo particolare con questa legge di bilancio. Vediamo come sulle liti pendenti si può arrivare a pagare solo il 5% del debito totale o al massimo il 20%.

Velocemente spieghiamo che la cancellazione d’ufficio riguarda solo quelle inferiori ai 1.000 euro, dal 2000 al 2015. Per quelli dal 2015 provenienti da Comuni, Regioni, gestioni previdenziali diverse da quelle pubbliche e amministrazioni locali in genere, sarà applicato lo stralcio. Praticamente non si dovranno più pagare sanzioni ma la cartella dovrà sempre essere pagata. È possibile farlo in 18 rate trimestrali fino al 2027.

Rottamazione cartelle al 5%: cosa dice la legge

Oltre alle cartelle che riceve il contribuente ci sono anche le contestazioni che vanno a pesare sui magazzini delle amministrazioni che devono recuperare il credito.

LEGGI ANCHE: Manovra Governo Meloni: cosa cambia per tasse, bonus e pensioni

Se un lato si vuole alleggerire il peso per contribuenti, lo si vuole fare anche per le amministrazioni ma cercando di recuperare quanto più  è possibile.

Le liti pendenti sono una sanatoria che prevede una grande possibilità per i contribuenti indebitati. Dunque per le cartelle esattoriali sulle quali i contribuenti coinvolti hanno presentato ricorso, si può pagare molto meno, va dal 5 al 20%.

LEGGI ANCHE: Riforma IRPEF: perché se guadagni più di 75 mila euro sarà un problema

Ma come funziona il taglio delle cartelle su cui erano state avviate le liti? Innanzitutto il contribuente deve aver impugnato le cartelle. Se ha ottenuto una prima vittoria in CTP o CTR. In questo caso lo sconto arriva all’80%. Se le Entrate hanno perso in entrambi i gradi di giudizio si arriva al 5%.